08/12/2022
📰 Comprare casa: gli italiani continuano a investire nel mattone
Nel nostro Paese acquistare casa resta una priorità per la maggior parte delle persone. Al momento non spaventano gli scenari economici negativi e un possibile rialzo dei tassi di interesse dei mutui o una svalutazione degli immobili. I più fiduciosi? Gli under 40.
Casa dolce casa, possibilmente di proprietà. Il trend che, dal dopoguerra in avanti, ha visto crescere sempre più la propensione degli italiani all’acquisto della prima casa sembra proseguire senza subire particolari inflessioni, nonostante il contesto economico generale degli ultimi mesi non sia certo dei più favorevoli. Guerra, post pandemia e incertezza dei mercati hanno portato, infatti, a un aumento dei tassi di interesse sui mutui – l’ultimo rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana parla di tassi al 2,73% a ottobre (esclusi oneri e spese), in aumento dal 2,26% di settembre – e a un assottigliamento del portafoglio delle famiglie, ma potrebbero portare anche a un calo graduale dei prezzi delle abitazioni.
Prezzi che, tuttavia, al momento non sembrano intenzionati a scendere, proprio per l’attaccamento degli italiani al mattone. Se nel 2021 i dati ISTAT registravano in Italia 18,2 milioni di famiglie di cui il 70,8% aveva una casa di proprietà, la tendenza non cambia nel 2022: l’Osservatorio sul mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate conferma, infatti, che nel secondo trimestre dell’anno c’è stato un aumento di compravendite relative al settore residenziale dell’8,6% a livello nazionale rispetto allo stesso periodo del 2021, per un totale di 219.000 compravendite nel periodo tra aprile e giugno scorsi.
Al Centro Italia resiste di più la tendenza all’investimento immobiliare
Suddividendo l’Italia in quattro grandi macroaree, il Centro è quella in cui la tendenza all’investimento immobiliare resiste maggiormente nonostante il contesto economico (per il 49,4% degli intervistati). Seguono il Nord-Ovest, con il 44,5%, il Nord-Est, con il 41,5%, e infine il Sud, con il 40,9%.
Tratto da Milano Finanza