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EffettoCasa è da oltre 35 anni al fianco di chi desidera procedere ad un’Operazione Immobiliare ed è la nostra Capo Gruppo. EffettoCasa Roma è invece la struttura del Gruppo che si occupa dei servizi di Agency, che porta orgogliosamente il nome della Capitale dove tutto è nato. Qui svolgono l'attività Consulenti Immobiliari Abilitati, Laureati in discipline Giuridiche, Tecniche ed Economiche e con

pluriennale esperienza nel settore, che sapranno gestire anche tutti gli altri Servizi che mettiamo a Tua disposizione per la Risoluzione di ogni Esigenza connessa. Ci contraddistingue una Gestione Professionale e realmente Maniacale di ogni singola trattativa. La Responsabilità che ci assumiamo ogni qualvolta un Cliente ci sceglie, è per noi un Impegno d’Onore con quel Cliente e con la Sua Famiglia o con i Suoi Partner Aziendali. Per questo, la nostra responsabilità nel migliorare costantemente le nostre Competenze, i Titoli, la Formazione e gli Strumenti che mettiamo a disposizione dei Clienti, è un obbligo irrinunciabile. L’Adesione dal 2000 al network FRIMM/REplat, che ci ha visti tra i Soci Fondatori e ancora oggi tra i principali investitori, con il Presidente del gruppo EffettoCasa - Corrado M. Artale - membro del primo Cda e Presidente dell’azienda FRIMM Agency, ci consente tra l’altro di proporre l’intero Portafogli della Rete MLS, oggi composto da oltre 11.000 immobili e più di 2.500 Agenti e Consulenti sull’intero territorio Nazionale, pur rimanendo sempre Noi gli unici referenti dei nostri Clienti. L’erogazione e la selezione dei numerosi Servizi Connessi Verificati (Visite Virtuali, Shooting videofotografici, Acquisto Diretto, Mutui, Consulenze Legali e Notarili, Asset Managment, Servizi Tecnici, Cantieristica, Costruzioni, Amministrazione, ecc.), ci permette inoltre di accompagnare i Clienti in ogni fase della trattativa, essendo così perfettamente sincronizzati con tutti gli altri Professionisti chiamati a gestire le varie aree del processo immobiliare. E per continuare ad evolverci secondo le mutate esigenze sociali e tecnologiche, da Settembre 2020 è on line il nostro Canale YouTube EffettoCasa TV, a cui hanno fatto seguito le pagine social EffettoCasa_Roma su FaceBook, Instagram e Google. Grazie poi a CasainTV, spin-off delle attività di Agency, specializzata in Sviluppo nuovi progetti, Marketing, Analisi e gestione Social Media, abbiamo completato il cerchio dei servizi dedicati al Clienti sia interni sia esterni. Un successo travolgente ed in parte inaspettato, che ci ha improvvisamente proiettato in un nuovo mondo della promozione e dell’informazione immobiliare e che costituisce oramai il nuovo standard di riferimento. E tante nuove iniziative sono pronte per essere lanciate…

Anche il sito www.effettocasaroma.it, con decine di migliaia di pagine visitate ogni mese, è divenuto sempre di più un indispensabile Canale di Ricerca, Informazione Tematica e Dialogo, con chiunque sia interessato. Sono molte migliaia i Clienti che nel corso di tutti questi anni sono rimasti soddisfatti dei servizi ricevuti per le operazioni immobiliari effettuate con successo. Ci auguriamo che ancora più numerosi apprezzino le nostre attività, oggi e in futuro. Il nostro stesso Payoff "Scopri anche tu che effetto fa, EffettoCasa", nasce negli anni ’90 da un Cliente che, evidentemente felice dei Servizi Ricevuti, lo esclamò a gran voce nel corso della Stipula di un Preliminare. Non siamo infallibili ma, per chi vorrà darci fiducia, saremo probabilmente la Scelta Migliore che si possa fare nella gestione della cosa più importante per la Famiglia. effetto-casa-logo
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Carissimi Amici e ClientiAnche quest’anno è arrivato il tempo degli auguri di Buone Vacanze da tutto il Gruppo EffettoCa...
08/08/2026

Carissimi Amici e Clienti

Anche quest’anno è arrivato il tempo degli auguri di Buone Vacanze da tutto il Gruppo EffettoCasa

I primi 8 mesi di questo 2026 sono stati una F***e Cavalcata con una quantità gigantesca di novità per noi e per Voi

E a settembre partiremo con quella che probabilmente sarà la più importante della nostra storia ultra quarantennale.

Vi lasciamo solo un indizio: www.reportVip.it

Per adesso godiamoci un po’ di ristoro con chi amiamo

A presto e tutti pronti a scoprire, sempre di più, che Effetto fa...EffettoCasa!

wwww.effettocasa.itIn rete girano molte informazioni vecchie: incentivi dati per attivi ma ormai spariti, percentuali sb...
24/07/2026

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In rete girano molte informazioni vecchie: incentivi dati per attivi ma ormai spariti, percentuali sbagliate, promesse che non stanno in piedi. Qui, in parole semplici e con esempi concreti, trovi cosa puoi ancora ottenere nel 2026, a chi spetta davvero la percentuale piena, cosa fare se un pagamento è partito male e la data da segnare sul calendario.

La regola che spiega tutto
Ogni anno, a gennaio, cambiano gli sconti fiscali sulla casa: una percentuale scende, un incentivo sparisce, un altro si restringe.

In gioco ci sono migliaia di euro che rischi di perdere se non conosci le vere regole del gioco.

Per orientarti nel 2026 ti basta un’idea di fondo: lo Stato aiuta di più chi mette mano alla casa in cui vive, e di cui è proprietario, rispetto a chi interviene su un secondo immobile.

Due percentuali, ma attenzione... a chi spetta il 50%?
I tre incentivi principali sono:

1. il Bonus ristrutturazione;

2. l’Ecobonus (i lavori che fanno risparmiare energia);

3. il Sismabonus (i lavori antisismici).

Nel 2026 funzionano tutti e tre con le stesse due percentuali: 50% e 36%.

Il 50% però ha due condizioni che devono esserci entrambe: la casa deve essere la tua abitazione principale (quella dove vivi davvero, anche solo dalla fine dei lavori) e tu devi esserne proprietario, oppure titolare di un diritto reale come l’usufrutto.

Chi è in affitto o in comodato e paga i lavori ha comunque lo sconto, ma al 36%. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 8/E del 19 giugno 2025.

Il recupero avviene entro un tetto di spesa di 96.000 euro per immobile e non arriva in un’unica soluzione: torna come sconto sulle tasse (l’IRPEF), diviso in dieci anni.

Non è un rimborso in contanti: se l’IRPEF che paghi in un anno è bassa, quella parte di sconto non la recuperi.

Un esempio. Anna vive in un appartamento di sua proprietà a Roma e rifà bagno e impianto elettrico: spende 20.000 euro. Essendo la casa in cui abita ed essendone proprietaria, l’aliquota è il 50%: 10.000 euro, restituiti come sconto sull’IRPEF di 1.000 euro l’anno per dieci anni. Il suo vicino Paolo, in affitto, fa gli stessi lavori a sue spese: per lui lo sconto è il 36%, cioè 7.200 euro.

Cambiare la caldaia: il gas non si scarica più
Dal 1° gennaio 2025 le caldaie alimentate solo a gas o gasolio, comprese quelle a condensazione, non danno più diritto ad alcuno sconto. Restano incentivati la p***a di calore, il sistema ibrido (un unico apparecchio certificato che unisce caldaia a condensazione e p***a di calore) e gli impianti a biomassa a norma. Questi interventi valgono anche da soli, senza aprire un cantiere di ristrutturazione: basta sostituire l’impianto e inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni.

Sulle biomasse una precisazione importante, perché in rete circola una data sbagliata: le nuove regole del decreto RED III (D.Lgs. 5/2026) sono in vigore dal 4 febbraio 2026 e in via prudente vanno considerate già operative. Non esiste una «finestra» fino ad agosto su cui contare: chi ti promette le vecchie condizioni per qualche settimana ancora sta usando una lettura senza fondamento nella norma. Se valuti il pellet, scegli da subito apparecchi e combustibili conformi ai nuovi requisiti.

Un esempio. Marco vuole sostituire la vecchia caldaia. Se compra una caldaia a gas, anche a condensazione, non ottiene nulla. Se installa una p***a di calore ha diritto allo sconto senza altri lavori. E se paga poca IRPEF, per lui c’è spesso una strada migliore: il Conto Termico 3.0 del GSE, un contributo versato direttamente sul conto, in un’unica rata quando l’importo non supera i 15.000 euro.

I mobili sì, ma solo insieme ai lavori
Il Bonus mobili ed elettrodomestici vale il 50% su una spesa massima di 5.000 euro ed è confermato per il 2026. Non esiste da solo: spetta soltanto se collegato a un intervento edilizio iniziato dal 1° gennaio 2025, con i lavori partiti prima dell’acquisto. Qui il pagamento è più semplice: bastano un bonifico anche ordinario o la carta di credito o debito; mai contanti o assegni.

Un esempio. Laura rifà la cucina e poi compra il nuovo frigorifero pagandolo con la carta: il frigorifero rientra nel bonus. Se comprasse solo il frigorifero, senza alcun lavoro avviato, non avrebbe diritto a niente.

Quello che non c’è più
Il Bonus verde (giardini e terrazzi) è scaduto a fine 2024. Il Bonus barriere architettoniche al 75% è scaduto a fine 2025: oggi quei lavori rientrano nella normale ristrutturazione, al 50% o al 36%. Il Superbonus come strumento per tutti è finito; ne resta solo un perimetro speciale, con regole e fondi dedicati, per gli immobili danneggiati dai terremoti in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. E per i nuovi lavori non esistono più nemmeno lo sconto in fattura e la cessione del credito: il beneficio si recupera solo come sconto sulle tasse, in dieci anni.

Il bonifico parlante: l’errore che costa di più (e il rimedio che pochi conoscono)
Le detrazioni per ristrutturazione ed efficienza energetica vanno pagate con il bonifico parlante: un bonifico che indica la causale del bonus, il codice fiscale di chi chiede lo sconto e la partita IVA di chi riceve. Non è una formalità: la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18768 del 9 luglio 2025, ha confermato che senza la forma corretta la detrazione si perde, anche per chi ha ereditato o comprato la casa.

C’è però una rete di sicurezza che pochi conoscono, prevista dall’Agenzia delle Entrate (Circolare 43/E del 2016). Se il bonifico è partito sbagliato o come bonifico normale, puoi ripetere il pagamento nella forma corretta facendoti restituire il primo; se non è possibile, lo sconto si salva con una dichiarazione del fornitore che attesta di aver ricevuto e registrato le somme nella propria contabilità.

Il rimedio non copre invece contanti e assegni: lì, per i normali lavori, il bonus è perduto davvero.

Un esempio. Giulia ha diritto a 8.000 euro di detrazione ma per fretta paga l’impresa con un bonifico ordinario. Non è ancora tutto perso: chiede all’impresa la restituzione e ripete il bonifico parlante, oppure si fa rilasciare la dichiarazione prevista dalla prassi. Il suo collega Sandro, che ha pagato in contanti, il rimedio non ce l’ha: il suo sconto è perso.

La data da segnare sul calendario
Il 31 dicembre 2026 è l’ultimo giorno per sostenere la spesa, cioè pagare con bonifico parlante, alle percentuali piene del 2026. Dal 1° gennaio 2027 le aliquote scendono, e qui va corretto l’equivoco più diffuso: quel «36%» che si legge per il 2027 non è la prima casa che resta uguale, è la nuova percentuale dell’abitazione principale, che scende dal 50% al 36%.

Gli altri immobili scendono al 30%. E dal 2028 il taglio raddoppia: 30% per tutti, su un tetto dimezzato a 48.000 euro. Un’ultima avvertenza per i redditi sopra i 75.000 euro: dal 2025 c’è un tetto complessivo alle spese che si possono portare in detrazione ogni anno, e anche le rate dei bonus casa vi rientrano.

Un esempio in soldi. Spesa di 30.000 euro nella casa di proprietà in cui abiti: pagata nel 2026 vale 15.000 euro di sconto; rinviata al 2027 ne vale 10.800. Oltre quattromila euro di differenza per lo stesso identico lavoro.

Se non vuoi sbagliare: il ruolo del Tuo Consulente
Tra percentuali che cambiano, requisiti di proprietà che decidono metà del beneficio, incentivi scaduti spacciati per attivi e regole di pagamento che possono azzerare tutto, muoversi da soli è il modo più facile per commettere errori costosi.

Il Tuo Consulente immobiliare non sostituisce il commercialista, ma inquadra la situazione: ti dice quale bonus esiste davvero, a quale percentuale nel tuo caso concreto, quali documenti conservare e ti indirizza al professionista giusto prima che tu firmi un contratto o apra un cantiere.

Un esempio che vale nelle compravendite. Compri una casa e ti dicono che «porta con sé» una detrazione ancora da godere. Quella detrazione è valida solo se i bonifici fatti a suo tempo erano in regola: verificarlo prima del rogito può valere migliaia di euro.

Il senso di tutto questo non è scoraggiare chi vuole intervenire sulla propria casa, è il contrario: nel 2026 gli incentivi esistono ancora e sono concreti, a patto di conoscere quelli giusti, sapere a chi spettano, rispettare le regole di pagamento e non lasciar passare le scadenze.

Qui l’informazione esatta vale più di qualunque promessa e molte migliaia di euro.

I Consulenti EffettoCasa sono sempre disponibili per informazioni e appuntamenti:

Sito Web: www.effettocasa.it

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Informazioni a carattere divulgativo, aggiornate a luglio 2026. Le aliquote, i tetti e le scadenze possono essere modificati da provvedimenti successivi: per le situazioni particolari conviene rivolgersi a un consulente o all’agenzia di fiducia. Approfondimento completo nel Quaderno USEC N.32 «Bonus edilizi 2026: quali esistono davvero».

www.effettocasa.it Il Piano Casa è legge. Garanzia sul mutuo prima casa, cambio d'uso nelle operazioni pubbliche e socia...
17/07/2026

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Il Piano Casa è legge. Garanzia sul mutuo prima casa, cambio d'uso nelle operazioni pubbliche e sociali e alloggi a prezzo calmierato: ecco cosa cambia davvero, per chi e da quando.

L'USEC, Ufficio Studi e Analisi Immobiliari del Gruppo EffettoCasa, ha dedicato al tema il nuovo Quaderno N.31 «Piano Casa 2026». Qui ne sintetizziamo i punti che toccano più da vicino chi compra, vende, affitta o investe, distinguendo sempre ciò che è già operativo da ciò che dipende dai decreti attuativi. Una premessa di metodo: il decreto è stato convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2026, n. 116 (Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2026), in vigore dal 4 luglio 2026. Le misure sono commentate secondo il testo coordinato con la legge di conversione.

Cos'è il Piano Casa
Il Piano Casa nasce come risposta all'aumento dei prezzi delle case (secondo l'ISTAT, e come riportato nel nostro Osservatorio USEC del II trimestre 2026, +5,2% su base annua nel primo trimestre 2026) e alla scarsità di alloggi accessibili. È un provvedimento ampio, con un cuore pubblico e sociale, ma contiene alcune leve che riguardano il mercato di tutti. Attenzione però: essere legge non significa che ogni misura sia da subito applicabile. Molte disposizioni diventano operative solo con i decreti attuativi.

Mutuo prima casa: la garanzia statale rafforzata
Lo strumento è il Fondo di garanzia per la prima casa, con cui lo Stato garantisce alla banca una parte del capitale del mutuo, aiutando chi ha un buon reddito ma pochi risparmi per l'anticipo. Con il Piano Casa (art. 4-bis), dal 3 agosto 2026 l'accesso prioritario al Fondo si estende alle persone con disabilità grave e al componente di un nucleo familiare che conviva da almeno due anni con un familiare (figlio, figlia, fratello o sorella) in tale condizione: per questi soggetti la garanzia è pari al 50% della quota capitale, elevata all'80% per chi ha un ISEE non superiore a 40.000 euro annui (due misure fisse di legge, non un intervallo).

Da ricordare: la garanzia aiuta a ottenere il mutuo, non riduce la rata. Con il rialzo dei tassi deciso dalla BCE a giugno 2026, la sostenibilità della rata resta il primo controllo da fare.

Cambio d'uso: cosa cambia davvero, e per chi
Un equivoco diffuso su cui bisogna soffermarsi bene: il Piano Casa non ha reso libero né automatico il passaggio di un ufficio o di un negozio ad abitazione. Le semplificazioni dell'art. 8 (SCIA, tempi rapidi, possibile incremento fino al 20% della superficie) sono riservate agli interventi realizzati sotto controllo pubblico da amministrazioni, società partecipate, enti pubblici o investitori istituzionali, per finalità sociali come l'edilizia residenziale sociale o le residenze universitarie.

Per il singolo proprietario che vuole trasformare il proprio immobile il cambio di destinazione d'uso resta possibile, ma alle regole ordinarie dell'art. 23-ter del Testo Unico dell'Edilizia e dello strumento urbanistico comunale, da verificare con un tecnico. Nelle operazioni agevolate è previsto un vincolo di destinazione di trent'anni, da trascrivere nei registri immobiliari: un dato che chi compra o rivende deve verificare prima del rogito.

Comprare un alloggio convenzionato: conviene, ma con vincoli
Tra gli esiti del Piano Casa ci sarà l'offerta di alloggi a prezzo calmierato. Nei programmi di edilizia integrata almeno il 70% dell'investimento è destinato all'edilizia convenzionata, con prezzi e canoni ridotti di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato. Il calcolo si fa sulla quotazione OMI della specifica zona territoriale omogenea (o, nei casi previsti, su valori di mercato documentati in convenzione con il Comune), non sui prezzi medi cittadini. Non basta però l'ISEE giusto: gli alloggi convenzionati sono pensati per una fascia intermedia, esclusa dalla casa popolare ma per la quale il costo della casa sul libero mercato supera il 30% del reddito disponibile. In cambio del prezzo più basso, l'immobile è vincolato: per tutta la durata del vincolo (almeno trent'anni) la rivendita è ammessa solo a prezzo di convenzione, con la rivalutazione ammessa (indice FOI), a soggetti con i requisiti e nel rispetto della destinazione; sono vietate cessioni e locazioni in contrasto con il vincolo. Il contratto stipulato senza i requisiti soggettivi è nullo: prima di firmare, far verificare requisiti e trascrizioni al notaio.

Casa popolare: il diritto di riscatto
Chi vive in un alloggio pubblico potrà essere interessato ad acquistarlo. Il Piano Casa (art. 5) riconosce un diritto di opzione all'acquisto a determinate condizioni, tra cui la regolarità nei pagamenti dei canoni e degli oneri accessori (assegnatario non moroso) e la non titolarità di un'altra abitazione. Allo stato è più una procedura futura, condizionata dai decreti attuativi, che una facoltà già azionabile: all'assegnatario conviene tenersi in regola e seguire gli avvisi dell'ente gestore.

Affitto: due misure
Per le case popolari è rafforzato il sostegno contro la morosità incolpevole, con un Fondo dedicato (22 milioni per il 2026 e 2 milioni per il 2027) che, quando interviene, si surroga nei diritti del locatore nei limiti delle somme erogate.

Una seconda misura incrementa il fondo per il contributo all'affitto degli studenti fuori sede. Per il proprietario privato nulla cambia: le regole ordinarie della locazione privata restano quelle di sempre.

Le domande più frequenti:

Il Piano Casa mi aiuta a comprare la prima casa?
Può aiutarti tramite la garanzia statale sul mutuo, soprattutto se rientri nel perimetro dell'art. 4-bis. Non è uno sconto sul prezzo, ma un aiuto a ottenere il finanziamento.

L'alloggio convenzionato lo rivendo quando voglio?
No. Per tutta la durata del vincolo la rivendita è ammessa solo a prezzo di convenzione, con rivalutazione, a chi ha i requisiti e nel rispetto della destinazione.

È già tutto operativo?
No. La legge c'è, ma le misure più complesse partono con i decreti attuativi. La più vicina al cittadino, la garanzia sulla prima casa, si innesta su un fondo già esistente e incide prima; la nuova priorità per la disabilità grave decorre dal 3 agosto 2026.

Vuoi approfondire? Il Quaderno USEC N.31 è disponibile
Il Quaderno USEC N.31 «Piano Casa 2026» analizza tutte le misure in modo completo, con esempi, la mappa territoriale e i riferimenti normativi, distinguendo ciò che è già utilizzabile da ciò che aspetta i decreti attuativi.

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Documento informativo a cura dell'USEC, Ufficio Studi e Analisi Immobiliari del Gruppo EffettoCasa (luglio 2026). Non costituisce parere legale, tecnico o finanziario. Norme riferite al testo del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66 coordinato con la legge di conversione 2 luglio 2026, n. 116 (Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 152 del 3 luglio 2026).

www.effettocasa.itComprare casa con il mutuo è la normalità. Ma nasconde un rischio che pochi conoscono finché non lo vi...
10/07/2026

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Comprare casa con il mutuo è la normalità. Ma nasconde un rischio che pochi conoscono finché non lo vivono: se la banca dice no e nella proposta manca la clausola giusta, la caparra può andare persa.

La regola da tenere a mente è una sola: a proteggerti non è la parola «condizione sospensiva», ma il fatto che la condizione sia scritta bene; altrimenti rischi la caparra e guai peggiori.

L’USEC, Ufficio Studi e Analisi Immobiliari del Gruppo EffettoCasa, ha dedicato al tema il nuovo Quaderno N.30 «La condizione nei contratti di compravendita immobiliare». Qui ne anticipiamo i punti essenziali, in parole semplici ma senza rinunciare al rigore che contraddistingue USEC.

► Da ricordare: sui moduli prestampati, ciò che è aggiunto a penna vale più di ciò che è già stampato.

PERCHÉ «CONDIZIONATO AL MUTUO» NON BASTA
È la frase che spesso chi compra vuole inserire, su consiglio della banca, di amici o di sedicenti «esperti da social», senza conoscerne le conseguenze reali.

Una premessa fondamentale: la condizione legata al mutuo è valida, non è un capriccio che annulla il contratto, come ha stabilito la Cassazione con la sentenza della Sezione II n. 22046 dell’11 settembre 2018.

Ottenere il mutuo non dipende solo dal volerlo, ma ovviamente anche dalla banca. E' però fondamentale che i comportamenti tenuti dalle parti siano sempre improntati ai principi di lealtà e correttezza. Insomma bisogna agire attivamente perchè la Condizione si possa avverare.

Ma la Condizione da sola non dice praticamente nulla, anzi apre le porte a rischi importanti.

Non dice di quale mutuo si parla, entro quando, né cosa deve fare chi compra. E quando manca questa precisione, in caso di problemi non è chiaro chi ha ragione.

Una clausola ben scritta, che protegge davvero, deve contenere quattro cose fondamentali:

► Quale mutuo: importo, durata e tasso massimo accettabile.

► Entro quando: una data certa per ottenerlo.

► Cosa deve fare il proponente acquirente: presentare la domanda completa entro pochi giorni e dare sul serio i documenti alla banca.

► Cosa succede in caso di no: il contratto perde efficacia e la somma versata torna per intero, senza penali.

IL CONSIGLIO DI USEC: PRIMA LA PRE-DELIBERA
C’è poi una strada che USEC consiglia di preferire: quando si può, non condizionare affatto l’offerta al mutuo, ma arrivare alla proposta con una pre-delibera reddituale già in tasca, cioè la valutazione che la banca fa sul reddito e sulla capacità di rimborso del richiedente.

Così l’offerta è «pulita»: più forte agli occhi del venditore e senza rischi di liti sulla caparra.

E quando la condizione serve davvero, conviene legarla proprio alla delibera reddituale, che copre la parte dipendente dal compratore. La regolarità urbanistica e catastale dell’immobile, da cui pure dipende l’erogazione del mutuo, resta invece responsabilità del venditore e va gestita con la condizione sulle verifiche.

Chi desidera una tutela più ampia può invece legare la condizione alla delibera definitiva, dopo la perizia della banca: protegge anche rispetto al valore e alla regolarità dell’immobile, ma allunga i tempi e difficilmente sarà accettata da un venditore.

LE QUATTRO CONDIZIONI PIÙ USATE
Quando la condizione serve davvero, ricorre in quattro situazioni. Il Quaderno dà per ognuna una clausola pronta:

► Il mutuo: l’acquisto è efficace solo se arriva il finanziamento alle condizioni indicate.

► Le verifiche sull’immobile: si compra solo se i controlli su regolarità edilizia, catasto, provenienza, continuità dei passaggi, servitù e gravami danno esito positivo.

► La vendita di un’altra casa: si compra solo dopo aver venduto la propria, a un prezzo minimo ed entro un termine.

► I permessi urbanistici: si compra solo se il Comune dà il via libera al lavoro voluto (ristrutturazione, divisione, cambio d’uso).

LA CAPARRA: CHI LA TIENE E DOVE STA
La caparra è la somma versata alla firma della proposta di acquisto. Con una condizione ben scritta, se il mutuo è negato senza tua colpa il contratto non produce effetti e la somma ti torna per intero. Se invece il mutuo salta per un tuo comportamento scorretto e dimostrato (per esempio non presenti affatto la domanda o rifiuti un mutuo conforme), rischi di perderla: la semplice lentezza, però, non basta da sola a farti dichiarare in colpa.

E se la condizione non c’era affatto, il rischio era tuo e il venditore può trattenerla.

C’è poi un punto pratico che sorprende molti. La caparra ha natura reale: nasce solo con la consegna effettiva della somma alla controparte.

Così la somma che affidi all’agente, se lui la custodisce senza girarla al venditore, di regola è ancora un deposito cauzionale infruttifero e non una caparra, e lo diventa quando passa al venditore; fa eccezione il caso in cui l’agente la riceva espressamente per conto del venditore.

Lo conferma la Cassazione (Sezione II, ordinanza n. 21385 del 2025 sulla natura reale, e sentenza n. 3596 del 2024 sul caso dell’agenzia che ha incassato una caparra).

AGENZIA E PROVVIGIONE
Per questo conviene che nella proposta di acquisto siano gestite in modo coerente condizione, caparra e provvigione, evitando previsioni tra loro in contrasto.

GLI ERRORI CHE TOLGONO LA PROTEZIONE
► Condizione generica: senza importo, tasso e durata del mutuo.

► Condizione senza una data: resta sospesa all’infinito.

► Caparra «staccata» dalla condizione: senza dire che torna in caso di no senza colpa, la restituzione diventa materia di lite.

► Nessuna prova del no: serve la comunicazione scritta della banca che ha rifiutato il mutuo.

LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI
D: Se la banca mi nega il mutuo, riprendo la caparra?

R: Sì, se c’era una condizione ben scritta e il no non dipende da una tua colpa. No, se la condizione non c’era.

D: Conviene condizionare la proposta al mutuo?

R: Quando si può evitare, meglio di no: pre-delibera reddituale in tasca e offerta non condizionata. Se devi condizionare, lega la condizione alla delibera reddituale; la regolarità urbanistica dell’immobile resta a carico del venditore.

D: La caparra la do al venditore o la lascio all’agenzia?

R: Con una proposta condizionata, è prudente lasciarla in custodia all’agente o depositarla dal notaio fino all’avveramento. Finché non è consegnata al venditore resta un deposito, e per riaverla ci si rivolge a chi la tiene.

D: Con il preliminare sono già proprietario?

R: No. Il preliminare impegna a comprare e vendere, ma la proprietà passa solo con l’atto finale dal notaio.

D: Posso rinunciare alla condizione e comprare lo stesso?

R: Sì. La condizione di mutuo è posta nel tuo interesse: se trovi altrove la liquidità, puoi rinunciarvi e procedere all’acquisto, anche prima della scadenza. Lo ha riconosciuto la Cassazione (Sez. II, n. 14938/2008).

D: Senza APE la vendita è nulla?

R: No. Il certificato energetico (APE) è un obbligo documentale: la sua mancata allegazione all’atto comporta una sanzione pecuniaria, non la nullità del contratto.

IN CONCLUSIONE
La condizione protegge solo se è costruita con cura: cosa si aspetta, entro quando, cosa deve fare ciascuno, dove sta la caparra e quando torna.

Sul mutuo, la strada più solida resta la pre-delibera e l’offerta non condizionata.

Prima di firmare una proposta, fatti affiancare da un professionista abilitato e pretendi che la clausola (se inserita) sia scritta bene: è ciò che separa la caparra che torna a casa dalla caparra persa e tanti guai che ne derivano.

VUOI APPROFONDIRE? IL QUADERNO USEC N.30 È DISPONIBILE
Il Quaderno USEC N.30 «La condizione nei contratti di compravendita immobiliare» spiega tutta la materia in modo chiaro e rigoroso e dà 4 clausole pronte all'uso per il mutuo, per le verifiche sull’immobile, per la vendita di un’altra casa e per i permessi.

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Documento informativo a cura dell’USEC, Ufficio Studi e Analisi Immobiliari del Gruppo EffettoCasa (luglio 2026). Non costituisce parere legale e non sostituisce l’assistenza di un professionista sul caso concreto. Le clausole vanno adattate alla singola operazione prima della firma.

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20/10/2023

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L'attività di Agente immobiliare è cambiata.

In meglio!

Per questo, EffettoCasa ha introdotto da molti anni la figura del Consulente Immobiliare, un Professionista moderno, dinamico, preparato, con grande voglia di intraprendere o migliorare una carriera ambiziosa, prestigiosa e ricca di soddisfazioni professionali ed economiche.

Selezioniamo Agenti Immobiliari iscritti al ruolo con esperienza pluriennale e Giovani Dinamici e Ambiziosi, Laureati in materie giuridiche, tecniche ed economiche, da inserire nell'organico aziendale e formare anche come futuri responsabili di Filiale e Business Line.

EffettoCasa è un’azienda dinamica ed attentissima alle evoluzioni del mercato.

Il Presidente del Gruppo, Corrado M. Artale, presente nel settore dal 1986, ha contribuito alla fondazione ed alla gestione manageriale di molti dei più importanti network immobiliari nazionali.

Da sempre l’Azienda ha intrapreso un innovativo percorso di Gestione del Cliente, che ha portato importanti risultati per mezzo dell'esclusivo sistema APMi.

EffettoCasa è poi la prima struttura immobiliare in Italia ad aver implementato le proprie attività di Marketing e Promozione con l’uso di Droni Professionali, Virtual Drone e, con la creazione del canale EffettoCasa TV su YouTube, dei profili social su Facebook e Instagram, della struttura di gestione marketing e social media CasainTV (www.casaintv.it), la collaborazione con la multinazionale statunitense di Realtà Virtuale Matterport (https://my.matterport.com/show/?m=Py2wnq8dWQb) oltre all'utilizzo delle più innovative tecniche di Intelligenza Artificiale, ha imposto nuovi standard al Mercato, ottenendo grandi riscontri dai Clienti.

Lo sviluppo tecnologico e professionale è da sempre un grande segno distintivo della nostra Azienda.

Se sei ambizioso e pensi di essere in grado di partecipare a quest'avventura, invia il tuo C.V. in formato europeo all'indirizzo [email protected].

Ci incontreremo per valutare insieme le molte opportunità disponibili.

Buon Lavoro e "Scopri anche tu che Effetto fa, EffettoCasa"

Aderente al network Frimm-REplat, è da oltre 30 anni al fianco di chi desidera acquistare e vendere immobili

COMPRARE CASA IN ITALIA CON IL MUTUO È PIÙ CARO CHE NEL RESTO D’EUROPA, MA...www.effettocasa.itChe i tassi dei mutui sia...
13/10/2023

COMPRARE CASA IN ITALIA CON IL MUTUO È PIÙ CARO CHE NEL RESTO D’EUROPA, MA...
www.effettocasa.it

Che i tassi dei mutui siano in salita dall’inizio dell’anno lo sappiamo bene un po' tutti.

Quali siano le conseguenze nel Bel Paese lo abbiamo già scritto in recentissimi articoli (https://www.effettocasaroma.it/news/154).

Ma un interessante servizio del Sole24Ore, mette la situazione italiana a confronto con quanto accade nel resto d’Europa e vale la pena approfondire la questione, con un occhio particolare alle nostre realtà più importanti come Roma e Milano.

Tanta Domanda, Poco Riscontro

Poco indebitati (rispetto alla media Ue) ma molto tartassati, in termini di costi del finanziamento in confronto ai principali partner europei.

E così frenano bruscamente i mutui in un mercato, quello della casa, in cui la domanda potenziale resta molto elevata ma spesso insoddisfatta.

Anche perché si costruisce poco e ancor meno si risana l’esistente.

Gli investitori esteri si trovano davanti essenzialmente un “mercato di grandi città” con Milano e Roma, in testa.

Seguono, molto distanziate, Bologna, Firenze e Torino.

Servono studentati e un’offerta in affitto moderna e accessibile, gestita da professionisti.

Ma il dialogo con la Pubblica Amministrazione per permessi e tempi certi, scoraggia gli investitori esteri che infatti guardano con più favore alla Spagna.

A fotografare il mercato residenziale italiano è l’ultimo Italian Living Overview di Savills.

Mutui, redditi in Italia ed Europa

A luglio 2023, il tasso di interesse medio italiano sui prestiti alle famiglie per l’acquisto di una casa era del 4,19%, +204 punti base rispetto a luglio 2022, il che significa oltre il 2% in più rispetto allo scorso anno.

In pochi mesi, i tassi di interesse sono saliti al livello più alto degli ultimi 10 anni (la media era del 2,24%).

Così un mutuo a 20 anni è cresciuto del 22% in soli 12 mesi.

«Oggi – spiega Peter Allen, head of Operational Capital Markets Uk&Emea di Savills– per acquistare un appartamento della metratura maggiormente preferita (106,8 mq in media) con un loan to value (rapporto tra l’importo del mutuo erogato e il valore del bene) del 79%, una famiglia italiana ha bisogno di uno stipendio netto mensile di 3.300 €, mentre un anno fa ne bastavano 2.700».

In termini di reddito disponibile per famiglia, i dati variano in maniera sostanziale tra i paesi europei.

Quello di una famiglia italiana ammonta in media a 48.180 €, inferiore del 6% rispetto alla media dell’area Euro (sotto di noi solo Spagna, Portogallo e Polonia tra i primi 15 mercati di riferimento).

«Tuttavia – spiega ancora Allen – entro 10 anni il reddito disponibile delle famiglie crescerà del 7% in termini reali nell’Eurozona mentre le previsioni italiane prevedono un aumento del 2%, ampliando il divario con la media europea».

Milano e Roma rimangono Competitive

In Italia solo Milano e Roma, se paragonate ad altre 15 città europee, restano molto competitive.

Il prezzo medio per l’acquisto di un bilocale, situato fuori dal centro cittadino, è pari a 320mila € (-4% anno su anno), variando dai 170mila di Madrid ai 590mila di Londra.

Il rapporto tra prezzo della casa e reddito disponibile delle famiglie necessario per l’acquisto, registra il livello più alto a Parigi e Monaco (8 anni) e il più basso a Madrid (3 anni), Dublino e Bruxelles (4 anni).

L’Italia sembra più abbordabile: si va dai 4,4 anni di Roma ai 5,3 anni di Milano.

Come ci vedono gli Investitori Internazionali

Gli investitori in Europa guardano essenzialmente a student e senior housing e al multifamily (residenziale in locazione gestito da operatori professionali).

«Un’offerta ancora largamente insufficiente – ha detto Luca Migliaccio, director di Ardian – per cui serve anche una regolamentazione chiara».

Se Marco Denari, member of management di Partners Group, sottolinea che «in Italia è centrale puntare sul recupero e la riqualificazione dell’esistente», Joe Persechino, head of Residential Axa-Im Real Assets, fa notare che «in Italia mancano sviluppi di investimento di grandi dimensioni e, quando si trovano, è difficile interagire con la Pubblica Amministrazione. Dunque, in assenza di tempi chiari, che si traducono in maggiori costi, si va altrove».

«L’anno scorso in Italia – spiega Marco Montosi, head of Investments Italy di Savills – il totale degli investimenti nel settore living ha toccato gli 1,3 miliardi di euro (su 60 miliardi in Europa).

Nel I semestre siamo a 620 milioni (20 miliardi in Europa). Il settore rappresenta il 30% del Real Estate in Italia, è resiliente, offrendo un vantaggio competitivo rispetto ad altri asset, con Milano e Roma come hub primari e un crescente interesse per Firenze, Torino e Bologna, con focus sugli student housing, le prime strategie build to rent con requisiti Esg».

Conclusioni

Ci rendiamo conto che questa volta siamo andati molto sul tecnico, anche con l’utilizzo di molti termini anglofoni che purtroppo sono quelli ormai comunemente utilizzati nel settore dell’industria del Real Estate (perché di attività industriale ormai si tratta) e potrebbe non essere tutto immediatamente chiarissimo, ma la sintesi è che nonostante l'aumento dei tassi d'interesse, il mercato Italiano rimane tra i più interessanti d'Europa, anche se spesso poco appetibile per gli investitori stranieri, non abituati alle nostre lungaggini burocratiche che ci rendono unici a livello continentale e che certo non contribuiscono allo sviluppo economico e industriale del Paese.

Sta di fatto, comunque, che pur in un momento complesso come quello in cui viviamo, l'investimento immobiliare, sopratutto nei grandi centri urbani, è ancora particolarmente vantaggioso.

I Consulenti EffettoCasa Roma, sono sempre a disposizione dei Clienti per ogni maggiore chiarimento, contattandoci per un appuntamento di persona attraverso il sito www.effettocasa.it, su WhatsApp all'infoline 366.22.78.458 o tramite le nostre pagine social, cercando EffettoCasa_Roma su Facebook, Instagram e YouTube.

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