25/04/2016
GLI ORARI PER I LAVORI NEGLI APPARTAMENTI PRIVATI
Capita molto spesso a noi Amministratori di ricevere dai condomini lamentele e segnalazioni per lavori "rumorosi" in corso nell'appartamento del vicino. Le richieste che riceviamo più di frequente, in questi casi, sono un nostro richiamo autoritario nei confronti del condomino reo di non far rispettare agli operai gli orari di riposo. Guai poi se questi rumori vengono emessi di sabato, o addirittura di domenica e nei festivi. L'ira e la seccatura del condomino che subisce il fastidio di trapani che rintoccano sui timpani, di calcinacci che crollano sul solaio, di martelli che battono sui muri, raggiunge livelli da codice rosso.
Ma quali sono gli orari esatti che debbono essere rispettati da chi sta ristrutturando la propria casa? E in quali giorni della settimana è consentito svolgere i lavori, creando quel rumore necessario e inevitabile così foriero di risentimenti e mal di testa per chi lo subisce?
Innanzitutto, è opportuno ricordare che, nella nostra città, i lavori di ristrutturazione all'interno di appartamenti privati sono disciplinati, da quasi 30 anni, da regole molto chiare e semplici. È l'Ordinanza del Sindaco n. 151 del 1988 a indicare norme e limiti, con specifica elencazione degli strumenti vietati in determinati orari. In particolare il testo concentra la propria attenzione sull'uso di apparecchiature rumorose quali motocompressori, gruppi elettrogeni, martelli pneumatici e altri consimili che devono essere di tipo silenziato e possono essere utilizzati solo dalle ore 7.00 alle ore 14.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00. E a differenza di quanto pensano i più (anche noi, in realtà, prima di iniziare questo mestiere), non ci sono giorni esclusi o una distinzione tra feriali e festivi. Se si rispettano gli orari indicati nella ordinanza sindacale, quindi, i lavori in casa sono permessi in qualsiasi giorno dell'anno.
Altro quesito, a questo punto, è il seguente: chi punisce gli eventuali trasgressori? Anche in questo caso la normativa è puntuale: contrariamente all'opinione più in voga, non sono gli Amministratori, che non hanno poteri coercitivi propri solo delle forze dell'ordine, ad occuparsi di porre fine ai rumori molesti, ma ogni condomino, da libero cittadino che vuole vedere rispettati i propri diritti, può rivolgersi al Gruppo di Polizia di Roma Capitale competente per il proprio territorio, richiedendo l'intervento di una pattuglia in servizio.
Poi certo, un richiamo dell'Amministratore è sempre opportuno. A volte è sufficiente una sua cortese telefonata al condomino che sta effettuando i lavori. Un "buffetto" con garbo, tra persone per bene, spesso mette rapidamente la parola fine al problema. Contribuendo, soprattutto, alla mantenimento della serenità e dei buoni rapporti tra i condomini stessi.