ASPPI Nazionale

ASPPI Nazionale ASPPI: Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari. e l’associazione Sesamo a cui aderiscono gli amministratori.

ASPPI negli anni ha sviluppato una forte capacità di offrire agli associati servizi sempre più qualificati, legati alla gestione degli immobili. Consulenze legali e gestioni dei contratti di locazione, gestione di pratiche amministrative, consulenza fiscale, amministrazione dei condomini, formazione degli amministratori,assistenza nei lavori di manutenzione e ristrutturazione, opportunità per i so

ci che nascono da una molteplicità di convenzioni con Enti e Aziende commerciali e di servizio, intermediazione immobiliare nell’ambito della compravendita e dell’affitto: sono alcuni degli ambiti nei quali si articolano i servizi ai soci che ASPPI gestisce attraverso strutture di scopo costituite in forma di società o di Associazione a livello nazionale e nelle principali sedi. Tutto ciò compone il sistema ASPPI che annovera fra le realtà più importanti Casa Service srl, ASPPI CAF srl. Associarsi ad ASPPI è utile e consente ai proprietari una gestione più facile, economica e intelligente dei propri immobili utilizzando una gamma di servizi amplissima ed efficiente.

14/04/2026

Importante ordinanza della Corte di Cassazione: l’abitazione principale parzialmente locata non perde il beneficio dell’esenzione IMU

Il pronunciamento (11/02/2026) avviene a conclusione di una causa approdata in Cassazione dopo che la CTP e la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado si erano espresse sull’argomento in maniera opposta.

La Corte di Cassazione nella sua ordinanza enuncia il seguente principio di diritto "In tema di IMU, al di fuori delle ipotesi speciali in cui è la legge ad escludere il beneficio dell'esenzione per l'abitazione principale ove l'unità immobiliare sia locata a terzi, la norma generale di cui all'art. 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, nella parte in cui dispone che "L' imposta municipale propria non si applica al possesso dell'abitazione principale e delle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali (OMISSIS), (OMISSIS) e(OMISSIS), per le quali continuano ad applicarsi l'aliquota di cui al comma 7 e la detrazione di cui al comma 10....." esentando dal pagamento dell'IMU il possessore dell' immobile adibito ad "abitazione principale" con tale locuzione intendendosi, dopo la sentenza n. 209/2022 della Corte costituzionale, "l' immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente"- va interpretata nel senso che la locazione parziale dell'abitazione non impedisce la fruizione dell'esenzione, qualora il possessore mantenga la propria residenza e dimora abituale nell'immobile"
In buona sostanza, la Corte insiste sul fatto che i requisiti fondamentali per continuare a definire l’immobile abitazione principale consistono nella residenza anagrafica e nella dimora abituale da parte del proprietario, mentre viene considerata irrilevante la circostanza dell’affitto parziale che non farebbe venir meno la ragione essenziale per la quale la Legge riconosce il beneficio fiscale.

Così infatti recita l’ordinanza :”In più occasioni si è detto che "l'esenzione a favore dell'abitazione principale si può ritenere rivolta a perseguire la finalità di favorire "l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione" di cui all'art. 47, secondo comma, Cost., laddove il significato di quest'ultimo termine - come reso evidente dall'uso dell'articolo determinativo - non è quello di fare riferimento a un immobile qualsiasi ma solo a quello in cui effettivamente si abiti" (di recente, Corte Cost. n. 112/2025 e n. 209/2022).
Ne deriva che una corretta esplicazione del suddetto dettato costituzionale è quella di
riconoscere un beneficio per coloro che possiedano, a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, una abitazione adibita a propria dimora abituale il concetto di abitazione principale assume, dunque, il significato di luogo in cui il contribuente dimori abitualmente, oltre ad avervi la residenza anagrafica. Solo in tal modo - osserva la Consulta – "viene salvaguardata l'esigenza, da un lato, di attribuire il beneficio a tutti coloro che abbiano adibito l' immobile di cui siano possessori a dimora abituale e, dall'altro, di impedire che il possessore di una abitazione, ove non vi dimori, possa usufruire dell'esenzione"

Ebbene, tale esigenza sarebbe garantita anche in caso di locazione parziale, a condizione che si richieda – ai fini dell'esenzione - che il possessore continui ad avere residenza e dimora abituale nell' immobile, solo così non venendo meno la funzione del beneficio, come già detto costituita dall'esigenza di favorire "l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione".

A cura dell’Ufficio Studi ASPPI

03/04/2026

Europarlamento: Incentivi fiscali e meno burocrazia per affrontare la crisi abitativa nella UE

Nella relazione elaborata dalla commissione speciale sulla crisi abitativa (HOUS) e approvata dall’Aula con 367 voti a favore, 166 contrari e 84 astensioni, si sottolinea che milioni di europei affrontano condizioni abitative precarie a causa della crisi degli alloggi. Il Parlamento chiede una serie di iniziative dell’UE per contribuire ad affrontare l’aumento dei prezzi e la carenza di abitazioni, sostenendo la costruzione e la ristrutturazione.

Migliorare gli standard di vita

Per garantire alloggi dignitosi, i deputati chiedono che il Piano per alloggi accessibili della Commissione destini fondi specifici alle ristrutturazioni, per migliorare le prestazioni energetiche nell’edilizia e combattere la povertà energetica. Tutte le nuove abitazioni devono rispettare standard qualitativi in materia di isolamento, efficienza energetica e qualità dell’aria, affermano i deputati.

Alla luce della recente proliferazione degli affitti a breve termine, i deputati chiedono che la prossima normativa trovi un equilibrio tra lo sviluppo del turismo e l’accessibilità economica degli alloggi. La normativa dovrebbe fissare obiettivi comuni a livello UE, lasciando però ai Paesi dell’UE, alle regioni e alle autorità locali la flessibilità necessaria per progettare e attuare misure secondo le realtà territoriali e ai mercati immobiliari, affermano i deputati.

I deputati chiedono inoltre una quota adeguata di edilizia pubblica e sociale nelle città, per aumentare l’accessibilità economica e l’offerta di alloggi per le persone vulnerabili.

Il Parlamento condanna duramente l’occupazione abusiva di immobili (squatting, in inglese) e chiede misure più severe per proteggere i proprietari. Invita inoltre gli Stati membri a rafforzare la tutela dei diritti degli inquilini, garantendo condizioni eque e prevenendo aumenti sproporzionati degli affitti.

Investimenti e sostegno fiscale

I deputati sostengono misure fiscali basate su incentivi per sostenere le famiglie a basso e medio reddito, la rimozione degli ostacoli fiscali (ad esempio elevate tasse di registrazione) per gli acquirenti della prima casa e condizioni fiscali che rendano gli affitti a lungo termine più accessibili.

Nella relazione si chiedono maggiori investimenti dell’UE anche nel settore abitativo, coordinando meglio i finanziamenti esistenti e riallocando le risorse inutilizzate del Piano per la ripresa e la resilienza per sostenere la costruzione e la ristrutturazione di alloggi sociali, pubblici, cooperativi e accessibili.

Si afferma inoltre che qualsiasi revisione delle norme sugli aiuti di Stato dovrebbe facilitare gli investimenti pubblici nell’edilizia sociale, nel rispetto della diversità dei mercati nazionali.

Procedure più rapide e semplici

I deputati chiedono alla Commissione un pacchetto di semplificazione per ridurre la burocrazia nel settore abitativo. Vogliono procedure di autorizzazione più semplici attraverso procedure digitali per il rilascio dei permessi, e un termine di 60 giorni per il rilascio delle autorizzazioni.

Rafforzare il settore europeo delle costruzioni e delle ristrutturazioni

L’UE deve rafforzare la propria sovranità industriale nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni, affermano i deputati, invitando la Commissione ad ampliare la produzione di prodotti innovativi e sostenibili, rafforzare il mercato unico delle materie prime e introdurre requisiti minimi di origine “Made in EU” per i componenti utilizzati nei progetti cofinanziati dall’UE.

Infine, i deputati chiedono interventi per migliorare le condizioni dei lavoratori qualificati attraverso formazione e salari equi. Chiedono inoltre di facilitare la mobilità del lavoro all’interno dell’UE, il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e, qualora necessario, il reclutamento di lavoratori qualificati provenienti da paesi terzi.

03/04/2026

Europarlamento: Incentivi fiscali e meno burocrazia per affrontare la crisi abitativa nella UE

Nella relazione elaborata dalla commissione speciale sulla crisi abitativa (HOUS) e approvata dall’Aula con 367 voti a favore, 166 contrari e 84 astensioni, si sottolinea che milioni di europei affrontano condizioni abitative precarie a causa della crisi degli alloggi. Il Parlamento chiede una serie di iniziative dell’UE per contribuire ad affrontare l’aumento dei prezzi e la carenza di abitazioni, sostenendo la costruzione e la ristrutturazione.

Migliorare gli standard di vita

Per garantire alloggi dignitosi, i deputati chiedono che il Piano per alloggi accessibili della Commissione destini fondi specifici alle ristrutturazioni, per migliorare le prestazioni energetiche nell’edilizia e combattere la povertà energetica. Tutte le nuove abitazioni devono rispettare standard qualitativi in materia di isolamento, efficienza energetica e qualità dell’aria, affermano i deputati.

Alla luce della recente proliferazione degli affitti a breve termine, i deputati chiedono che la prossima normativa trovi un equilibrio tra lo sviluppo del turismo e l’accessibilità economica degli alloggi. La normativa dovrebbe fissare obiettivi comuni a livello UE, lasciando però ai Paesi dell’UE, alle regioni e alle autorità locali la flessibilità necessaria per progettare e attuare misure secondo le realtà territoriali e ai mercati immobiliari, affermano i deputati.

I deputati chiedono inoltre una quota adeguata di edilizia pubblica e sociale nelle città, per aumentare l’accessibilità economica e l’offerta di alloggi per le persone vulnerabili.

Il Parlamento condanna duramente l’occupazione abusiva di immobili (squatting, in inglese) e chiede misure più severe per proteggere i proprietari. Invita inoltre gli Stati membri a rafforzare la tutela dei diritti degli inquilini, garantendo condizioni eque e prevenendo aumenti sproporzionati degli affitti.

Investimenti e sostegno fiscale

I deputati sostengono misure fiscali basate su incentivi per sostenere le famiglie a basso e medio reddito, la rimozione degli ostacoli fiscali (ad esempio elevate tasse di registrazione) per gli acquirenti della prima casa e condizioni fiscali che rendano gli affitti a lungo termine più accessibili.

Nella relazione si chiedono maggiori investimenti dell’UE anche nel settore abitativo, coordinando meglio i finanziamenti esistenti e riallocando le risorse inutilizzate del Piano per la ripresa e la resilienza per sostenere la costruzione e la ristrutturazione di alloggi sociali, pubblici, cooperativi e accessibili.

Si afferma inoltre che qualsiasi revisione delle norme sugli aiuti di Stato dovrebbe facilitare gli investimenti pubblici nell’edilizia sociale, nel rispetto della diversità dei mercati nazionali.

Procedure più rapide e semplici

I deputati chiedono alla Commissione un pacchetto di semplificazione per ridurre la burocrazia nel settore abitativo. Vogliono procedure di autorizzazione più semplici attraverso procedure digitali per il rilascio dei permessi, e un termine di 60 giorni per il rilascio delle autorizzazioni.

Rafforzare il settore europeo delle costruzioni e delle ristrutturazioni

L’UE deve rafforzare la propria sovranità industriale nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni, affermano i deputati, invitando la Commissione ad ampliare la produzione di prodotti innovativi e sostenibili, rafforzare il mercato unico delle materie prime e introdurre requisiti minimi di origine “Made in EU” per i componenti utilizzati nei progetti cofinanziati dall’UE.

Infine, i deputati chiedono interventi per migliorare le condizioni dei lavoratori qualificati attraverso formazione e salari equi. Chiedono inoltre di facilitare la mobilità del lavoro all’interno dell’UE, il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e, qualora necessario, il reclutamento di lavoratori qualificati provenienti da paesi terzi.

23/03/2026

European Affordable Housing Plan: il primo passo della UE per il diritto alla casa

Da crisi cronica a risposta europea coordinata; il nuovo piano dell'Unione Europea si propone di aumentare l’offerta abitativa, regolare gli affitti brevi, e sostenere i più vulnerabili.

A dicembre 2025, la Commissione ha pubblicato l’European Affordable Housing Plan1, il Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili. Il piano segna un cambio di passo per l’Unione Europea, che assume così un ruolo più attivo nelle politiche abitative, nonostante rimangano sempre nella primaria competenza nazionale degli Stati membri.

Sempre a dicembre, la Commissione speciale del Parlamento Europeo sulla crisi degli alloggi nell’Unione ha pubblicato il rapporto “Mapping the housing needs in the EU, assessing the impacts of scarcity and providing an overview of relevant EU legislation”.

Nel documento, gli autori sottolineano come la casa sia un diritto fondamentale per i cittadini europei, ma purtroppo milioni di persone non riescono ad accedere ad abitazioni dignitose e abbordabili. La crisi abitativa ha molteplici dimensioni: nei centri urbani i costi superano i redditi, spingendo fuori mercato anche le famiglie della classe media, mentre nelle aree rurali o post-industriali persistono sovraffollamento e condizioni di abbandono e degrado.

Ulteriori fattori aggravanti includono gli effetti della pandemia di Covid-19 (con rincari dei materiali e crisi del settore dell’edilizia), la crisi energetica, urbanizzazione, invecchiamento demografico e finanziarizzazione del settore, che ha trasformato l’abitazione in asset speculativo anziché bene sociale. In aggiunta, in tutta l’UE, le piattaforme di affitti brevi deviano oltre 4 milioni di unità abitative verso il turismo, con un record di 48,5 milioni di pernottamenti solo nel mese di giugno 2025 (Colomb, 2025).

Il risultato è la carenza di 9,6 milioni di alloggi nel 2024 (3,5% dello stock), con un calo dell’housing sociale e una maggiore attenzione per i settori turistico e del lusso. Sempre lo stesso rapporto conclude che le categorie demografiche più colpite sono giovani, donne, migranti e poveri, con disparità territoriali
Stando alla Commissione, per colmare questa carenza si stima la necessità di oltre 2 milioni di nuove unità abitative all’anno, 650.000 in più rispetto agli attuali 1,6 milioni dei nuovi alloggi che vengono attualmente costruiti. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, l’European Affordable Housing Plan propone 10 settori chiave di intervento (Actions) suddivisi in 4 pilastri.

Pilastro I: Rafforzamento della produttività e innovazione nel settore edile (Action 1), tagli alla burocrazia per accelerare permessi (Action 2), integrazione accessibilità, sostenibilità e qualità negli alloggi (Action 3)
Pilastro II: Mobilitazione di capitali pubblici e privati tramite una Piattaforma paneuropea per gli investimenti (Action 4), semplificazioni normative per gli aiuti statali nel social housing (Action 5).
Pilastro III: Regolamentazione degli affitti brevi nelle zone sotto “housing stress” (Action 6), contrasto alla speculazione immobiliare (Action 7).
Pilastro IV: Supporto a riforme nazionali prioritarie (Action 8) per favorire giovani e famiglie (Action 9), persone senza dimora e vulnerabili (Action 10).
Intervenire in questi ambiti, secondo la Commissione, consentirà all’Unione Europea di “svolgere un ruolo più incisivo nel sostenere, coordinare e amplificare gli sforzi nazionali, regionali e locali”.

Del resto, l’edilizia abitativa è una politica molto decentralizzata e la responsabilità primaria spetta agli Stati membri, alle Regioni e alle città. Per questo, continua la Commissione, “le soluzioni europee rifletteranno la diversità delle esigenze abitative, dei mercati e dei sistemi di governance in tutto il continente, promuovendo al contempo i nostri obiettivi comuni”.

Il primo piano europeo per la Casa, preceduto dall’altrettanto inedita nomina di un Commissario UE con queste competenze nasce in questo contesto e, ci tiene sempre a precisare la Commissione, vuole essere “ambizioso e globale”, ma al tempo stesso, agire nel pieno “rispetto della sussidiarietà e delle competenze nazionali”.

Servono 150 miliardi all’anno

Il nodo delle risorse economiche è cruciale. Sempre secondo la Commissione, per costruire le 650.000 case in più necessarie, servono circa 150 miliardi di euro all’anno.

Nell’attuale ciclo settennale di bilancio che andrà a concludersi nel 2027, l’UE ha già stanziato per le politiche abitative 43 miliardi di euro, attraverso la politica di coesione, InvestEU, LIFE, Horizon Europe e NextGenerationEU.

Nell’immediato futuro, stima di aggiungere 10 miliardi di euro nei prossimi due anni grazie a InvestEU e altri 1,5 miliardi grazie alla revisione di medio termine della politica di coesione. Anche il Fondo sociale per il clima contribuirà ulteriormente a finanziare interventi per l’efficienza energetica e la ristrutturazione degli edifici.

Guardando ancora oltre, la Commissione promette che nel prossimo bilancio pluriennale europeo per il periodo 2028-2034 il tema della casa sarà prioritario e, di conseguenza, i fondi a disposizione di Stati e Regioni molto maggiori. Su questo ampio e delicato dossier, però, le trattative sono ancora in corso e, quindi, come stiamo raccontando nella nostra serie Europa Sociale, è ancora presto per trarre conclusioni definitive.

Un ruolo decisivo lo giocheranno anche gli investimenti nazionali e privati, data la scala enorme dei bisogni.

La Commissione Europea, insieme al Gruppo BEI2, alle banche nazionali e regionali e ad istituzioni finanziarie internazionali, sta sviluppando una nuova Piattaforma d’investimento paneuropea per l’edilizia abitativa accessibile e sostenibile. L’obiettivo è attrarre investimenti privati e pubblici, superando la frammentazione attuale e promuovendo modelli di finanziamento innovativi, anche attraverso partenariati pubblico-privati. Entro il 2029, le banche promozionali intendono raccogliere 375 miliardi di euro in investimenti (European Commission, 2025). La piattaforma offrirà anche informazioni su opportunità di finanziamento, buone pratiche e strumenti di aggregazione dei progetti tramite un portale digitale e centri nazionali volontari, lavorando in sinergia con altre iniziative come la European Energy Efficiency Financing Coalition.

La Commissione, infine, intende sviluppare un quadro di riferimento volontario a livello europeo per valutare gli impatti sociali degli investimenti abitativi, al fine di ridurre l’incertezza e i costi di due diligence.

Consultazioni pubbliche e buone pratiche

Per stilare l’European Affordable Housing Plan la Commissione ha avviato diverse consultazioni, tra cui una consultazione pubblica che ha ricevuto oltre 13.300 risposte. A dare input sono state anche le altre due istituzioniprincipali dell’UE, il Consiglio dell’Ue nella sua formazione “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori” (EPSCO) e il Parlamento europeo, con la già citata Commissione speciale sulla crisi degli alloggi.

Inoltre, il piano mette in evidenza esempi di buone pratiche provenienti da tutta Europa, tra cui il programma di costruzione industrializzata della Spagna (PERTE), il sistema semplificato di rilascio dei permessi dei Paesi Bassi nell’ambito dell’Omgevingswet, il processo di rilascio dei permessi di costruzione completamente digitalizzato dell’Estonia, lo “standard di Amburgo” della Germaniaper ridurre i costi di costruzione, il programma portoghese di alloggi studenteschi a prezzi accessibili sostenuto dal RRF e il modello finlandese Housing First, che ha portato a una riduzione sostenibile del numero di persone senza dimora.

Rimane importante sottolineare che questo documento è però solamente il primo passo; segna l’inizio di uno sforzo collettivo che dovrà proseguire per portare a dei risultati e, in tal senso, il primo vertice europeo sull’edilizia abitativa previsto nel 2026 sarà un’occasione interessante per verificare se il tema resterà una priorità politica.

19/03/2026

Mercato delle locazioni: i dati trimestrali OMI segnalano una forte crescita dei contratti a canone concordato Il mercato delle locazioni di abitazioni è stabile con un lieve aumento dello 0,6%, su base annua. Le abitazioni concesse in locazione sono state 278 mila, con dinamiche differenziate sul ...

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