Davide Giubellini - Agente Immobiliare

Davide Giubellini - Agente Immobiliare Davide Giubellini Agente Immobiliare iscritto CCIAA di Brescia dal 2001; dal 2018

Davide Giubellini Agente Immobiliare iscritto alla camera di Commercio di Brescia dal 2001, dal 2016 addetto sviluppo e gestioni clienti area Lago di Garda per Benimmobili.

19/11/2025
Dichiarazione di Successione: 4 Verità che Semplificano la ProceduraAffrontare la perdita di una persona cara è un momen...
14/11/2025

Dichiarazione di Successione: 4 Verità che Semplificano la Procedura

Affrontare la perdita di una persona cara è un momento delicato, reso spesso più complesso da una serie di adempimenti burocratici che possono apparire insormontabili. Tra questi, la "dichiarazione di successione" spicca come uno degli ostacoli più temuti: un documento che suona complicato e oneroso, da presentare tassativamente entro dodici mesi dal decesso.

In effetti, si tratta di un obbligo tributario fondamentale, richiesto dall'Agenzia delle Entrate per formalizzare il passaggio del patrimonio – beni, conti correnti e anche debiti – dal defunto ai suoi eredi. È un atto che si inserisce in due scenari principali: la successione testamentaria, guidata dalle volontà espresse in un testamento, e la successione legittima, che segue le quote stabilite dalla legge per i parenti stretti.

Tuttavia, contrariamente alla percezione comune, questa procedura nasconde aspetti poco noti che possono renderla molto più gestibile. In questo articolo sveleremo quattro verità controintuitive sulla dichiarazione di successione che ogni erede dovrebbe conoscere per affrontare questo passo con maggiore serenità e consapevolezza.

1. Non È Sempre Obbligatoria: Il Caso dell'Esenzione

Contrariamente a quanto si crede, la presentazione della dichiarazione di successione non è un obbligo universale. La legge prevede un importante caso di esenzione che può sollevare molte famiglie da questo adempimento. La dichiarazione non è obbligatoria solo se si verificano contemporaneamente tutte e tre le seguenti condizioni:

* L'eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari (come case o terreni).
* Il patrimonio ereditario complessivo ha un valore non superiore a 100.000 euro.
* Gli eredi sono esclusivamente il coniuge e/o i parenti in linea retta del defunto (come figli e genitori).

Questa informazione è cruciale. Se la situazione ereditaria rientra in questo scenario, gli eredi possono evitare una procedura che altrimenti richiederebbe tempo, costi e la raccolta di numerosa documentazione, semplificando notevolmente la gestione di un momento già difficile.

2. Basta Una Sola Persona (Ma l'Accordo È Fondamentale)

Quando ci sono più eredi, sorge spontanea la domanda: chi deve farsi carico della presentazione? La normativa offre una soluzione pragmatica: è sufficiente che una sola persona, tra i soggetti legalmente obbligati, presenti la dichiarazione. Questi soggetti includono non solo gli eredi e i legatari, ma anche figure come i loro rappresentanti legali, i curatori dell'eredità o gli esecutori testamentari.

L'implicazione pratica è notevole: la dichiarazione compilata e inviata telematicamente da un singolo soggetto è valida ed efficace per tutti gli altri beneficiari. Questo non significa, però, che si possa procedere in totale autonomia. La legge sottolinea che la presentazione da parte di uno solo presuppone un preventivo accordo interno sulla ripartizione dei beni. Chi presenta la dichiarazione, firmandola digitalmente, si assume la responsabilità di agire in nome e per conto di tutti gli altri, attestando un consenso che deve essere chiaro e unanime prima di avviare la procedura.

3. L'Importo delle Tasse? Dipende da Chi Sei

Un altro aspetto fondamentale da comprendere è che l'imposta di successione non è una tassa fissa e uguale per tutti. Il suo importo varia in modo significativo in base al grado di parentela che lega l'erede al defunto, attraverso un sistema di aliquote e franchigie.

Ecco uno schema chiaro delle diverse fasce di tassazione:

* 4% per coniugi e parenti in linea retta (figli, genitori), con una franchigia di 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Questo significa che l'imposta si paga solo sulla parte di eredità che supera il milione di euro.
* 6% per:
* Fratelli e sorelle, con una franchigia di 100.000 euro per ciascun beneficiario.
* Altri parenti fino al quarto grado e affini fino al terzo grado.
* 8% per tutti gli altri soggetti, senza alcuna franchigia.

Inoltre, se nell'eredità sono presenti immobili, si devono considerare le imposte ipotecarie e catastali. Se l'erede può usufruire dei benefici "prima casa", queste due imposte diventano di importo fisso, pari a 200 euro ciascuna. Altrimenti, sono calcolate in percentuale sul valore catastale degli immobili: il 2% per l'imposta ipotecaria e l'1% per quella catastale, con un versamento minimo di 200 euro per ciascuna.

4. Hai Sbagliato? C'è un Modo per Rimediare

Compilare una dichiarazione complessa come quella di successione può generare ansia, soprattutto per il timore di commettere errori o dimenticare qualche bene. Fortunatamente, un'omissione o un'imprecisione dopo l'invio non è una situazione definitiva.

La normativa prevede uno strumento specifico per queste eventualità: la dichiarazione di successione integrativa. Questo documento permette di correggere, modificare o aggiungere dati mancanti a una dichiarazione già presentata. Inoltre, se l'integrazione viene effettuata prima che l'Agenzia delle Entrate inizi i controlli e entro i termini previsti per l'accertamento, è possibile avvalersi del "ravvedimento operoso", un meccanismo che consente di regolarizzare la propria posizione pagando sanzioni ridotte. Questa possibilità offre una preziosa "rete di sicurezza", riducendo lo stress legato al rischio di commettere errori involontari.

Conclusione: La Burocrazia Fa Meno Paura se la Conosci

La dichiarazione di successione rimane una procedura articolata, ma conoscerne i dettagli meno ovvi può trasformarla da un ostacolo temibile a un percorso gestibile. Sapere quando si è esonerati, come collaborare tra eredi, come vengono calcolate le tasse e come rimediare a un errore sono informazioni che fanno la differenza.

Ora che hai una visione più chiara, qual è l'aspetto di questa procedura che ti sorprende di più e come affronterai questo passo con maggiore consapevolezza?

Regolamento europeo CRR3, Nomisma: "Quale sarà la perdita del valore immobiliare nei prossimi 30 anni?"La preoccupazione...
09/11/2025

Regolamento europeo CRR3, Nomisma: "Quale sarà la perdita del valore immobiliare nei prossimi 30 anni?"

La preoccupazione che il proprio immobile possa perdere valore nel tempo è un pensiero fisso per proprietari e investitori. Che si tratti della casa di una vita o di un bene destinato a generare reddito, la stabilità del suo valore è un pilastro della sicurezza finanziaria. In questo scenario già complesso si inserisce un nuovo fattore di incertezza: una regolamentazione europea nota come CRR3, che impone alle banche criteri più severi nella valutazione degli immobili a garanzia dei mutui.

A prima vista, regole più prudenti potrebbero far pensare a una svalutazione generalizzata. Eppure, un'analisi approfondita condotta da Nomisma rivela uno scenario contro-intuitivo e molto più sfumato. Nonostante l'introduzione di norme più conservative, l'impatto sul valore degli immobili nel prossimo futuro potrebbe essere sorprendentemente contenuto. Vediamo perché.

Takeaway 1: Non Chiamatelo Prezzo di Mercato: Nasce il "Property Value"

La principale novità del regolamento CRR3 è l'introduzione di un nuovo concetto per le banche: il "Property Value". L'obiettivo è rendere il sistema bancario più resiliente, evitando che le garanzie immobiliari vengano sopravvalutate durante i picchi di mercato per poi minare la copertura dei crediti durante le fasi di contrazione. Non si tratta più di una stima "spot" del valore attuale, ma di una valutazione più prudente, pensata per essere sostenibile per l'intera durata del prestito. In sostanza, mentre il Valore di Mercato risponde alla domanda "Quanto vale questa casa oggi?", il Property Value risponde a "Qual è un valore di questa casa che possiamo considerare sicuro per i prossimi 20-30 anni?".

Questo nuovo valore deve tenere obbligatoriamente conto di fattori a lungo termine, come l'andamento dei cicli di mercato, i rischi fisici (terremoti, alluvioni) e i fattori ESG, legati principalmente all'efficienza energetica dell'edificio. Come sottolinea Enrico Bronchi, Head of Finance & Real Estate Business Development di Nomisma, il cambiamento è fondamentale:

Il valore dell’immobile a garanzia, infatti, non può più riflettere semplicemente il prezzo corrente di mercato, che può essere soggetto a bolle o cicli, ma deve essere un valore sostenibile durante l’intera durata del prestito.

Takeaway 2: La Sorpresa è nel Ciclo: Perché i Valori (per Ora) Reggono

Ecco la scoperta più sorprendente dell'analisi di Nomisma. Nonostante l'applicazione di questi nuovi criteri conservativi, la potenziale perdita di valore degli immobili si attesta attualmente su livelli minimi, stimata in pochi punti percentuali. Com'è possibile? La risposta risiede sia nella fase attuale del mercato sia nell'approccio unico dell'analisi. L'analisi di Nomisma, infatti, si distingue perché utilizza un modello di proiezione con un orizzonte temporale di 30 anni, superando di gran lunga le tipiche previsioni a 2-3 anni.

Questo modello a lungo termine rivela che ci troviamo nella fase iniziale di un nuovo ciclo di crescita immobiliare. Basandosi sull'andamento dei cicli storici, Nomisma prevede che, anche nelle future e inevitabili fasi di contrazione, i valori non scenderanno al di sotto dei livelli attuali. In altre parole, la crescita prevista nei prossimi anni è tale da creare un "cuscinetto" che proteggerà i valori attuali anche durante le future flessioni.

Takeaway 3: Dove si Perde e Dove si Guadagna: La Geografia del Rischio

L'impatto del nuovo "Property Value" non sarà uniforme su tutto il territorio nazionale. L'analisi di Nomisma evidenzia differenze significative a seconda della localizzazione dell'immobile, delineando una vera e propria mappa della resilienza.

* Grandi Centri Urbani: Dimostrano una notevole capacità di tenuta. La perdita di valore potenziale media nei capoluoghi di provincia è minima, attestandosi a -4,5%. Le città metropolitane registrano flessioni ancora più contenute, con una netta distinzione tra le zone centrali, più resilienti grazie alla concentrazione di servizi e a una domanda intensa, e quelle periferiche.
* Comuni Minori: Sono le aree più vulnerabili. Qui la perdita potenziale è stimata essere più alta, pari a -6,25%. Fattori come il calo demografico e una minore domanda abitativa rendono questi mercati meno resilienti.
* Località Turistiche: Rappresentano un'eccezione positiva. Queste aree mostrano la maggiore stabilità, con la perdita potenziale più bassa di tutte (-4,24%), sostenute da una domanda costante sia per uso personale che per investimento.

Conclusione: Uno Sguardo al Futuro: Oltre il Valore, la Sostenibilità

La rivoluzione introdotta dal CRR3 va oltre un semplice cambio nel metodo di calcolo. Segna un passaggio fondamentale verso una nuova concezione del valore immobiliare, non più legato all'attimo, ma proiettato sulla sostenibilità a lungo termine. Va notato che la normativa è in evoluzione: l'Autorità Bancaria Europea (EBA) sta ancora lavorando per definire le linee guida tecniche precise per il calcolo, segnalando che questo è un tema che gli specialisti del settore continueranno a monitorare attentamente.

L'attenzione si sposta dal prezzo di oggi alla capacità di un immobile di mantenere il suo valore nel tempo, affrontando cicli economici, rischi ambientali e la transizione energetica. Questo cambiamento di prospettiva pone una domanda cruciale non solo agli operatori, ma a tutti noi. In un futuro dove efficienza energetica e rischi ambientali peseranno sempre di più, come cambierà non solo il modo in cui investiamo, ma anche le città in cui viviamo?

Acquisto Prima Casa 2025: Le 4 Sorprendenti Novità dalla Guida dell'Agenzia delle Entrate che Devi Conoscere1.0 Introduz...
06/11/2025

Acquisto Prima Casa 2025: Le 4 Sorprendenti Novità dalla Guida dell'Agenzia delle Entrate che Devi Conoscere

1.0 Introduzione: Il Sogno del Mattone e le Nuove Regole del Gioco

L'acquisto della prima casa rappresenta per molti un traguardo fondamentale, un "sogno nel cassetto" che segna un passo decisivo nella vita. Tuttavia, il percorso per realizzarlo è spesso costellato di complessità burocratiche e fiscali che possono generare confusione e incertezza. Per fare luce su questo scenario, l'Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato l'edizione aggiornata della sua "Guida per l’acquisto della casa", uno strumento indispensabile per ogni futuro acquirente.

Questo articolo distilla le informazioni più cruciali di questa guida, svelando i quattro cambiamenti più significativi e talvolta contro-intuitivi che entreranno in vigore nel 2025. Si tratta di novità che potrebbero avere un impatto diretto sulle tue decisioni. Ecco la lista dei punti chiave che devi assolutamente conoscere prima di fare il grande passo.

2.0 Punto #1: Più Tempo per Cambiare Idea - Il Termine per la Rivendita Raddoppia

Una delle novità più rilevanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda i proprietari che hanno già acquistato un immobile usufruendo delle agevolazioni "prima casa" e intendono acquistarne un altro con gli stessi benefici. La guida chiarisce che il periodo di tempo a disposizione per vendere o donare l'immobile preposseduto è stato esteso da uno a due anni. Questa estensione di 12 mesi non è un dettaglio burocratico, ma un aiuto concreto in un mercato immobiliare imprevedibile. Offre il tempo necessario per trovare l'acquirente giusto senza svendere, gestire traslochi complessi o far fronte a imprevisti personali, il tutto senza il rischio di perdere le preziose agevolazioni fiscali.

3.0 Punto #2: Preliminare Semplificato - Cambia la Tassazione su Caparra e Acconti

La gestione fiscale del contratto preliminare di compravendita diventa più semplice a partire dal 1° gennaio 2025. La nuova guida dell'Agenzia delle Entrate introduce modifiche importanti sulla tassazione delle somme versate prima del rogito definitivo, in particolare per i contratti non soggetti a IVA.

I cambiamenti principali possono essere riassunti in due punti:

* Unificazione dell'imposta: Per le somme versate a titolo di caparra o di acconto sul prezzo (in assenza di IVA), l'imposta di registro proporzionale viene unificata e fissata per entrambi allo 0,5%.
* Imputazione dell'imposta: L'imposta di registro pagata sul preliminare viene poi "imputata all’imposta principale dovuta al definitivo". In parole semplici, funziona come un anticipo: la somma versata in fase di preliminare verrà sottratta dall'importo totale delle imposte da pagare al momento del rogito finale.

Attenzione, però, se la compravendita è soggetta a IVA. Qui il regime resta differenziato: sull'acconto si paga l'imposta di registro fissa più l'IVA sull'importo versato; sulla caparra confirmatoria, non essendo un corrispettivo, non si paga l'IVA ma si applica l'imposta di registro proporzionale dello 0,5%.

4.0 Punto #3: Agevolazioni Under 36 - Un "Tesoretto" per Pochi e Regole da Conoscere

La guida dedica un approfondimento specifico ai vantaggi fiscali rafforzati per gli acquirenti con meno di 36 anni, chiarendo le diverse finestre temporali di applicazione.

Per chi ha acquistato un immobile tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2023 (esteso al 31 dicembre 2024, se il preliminare è stato registrato entro l’anno precedente), i benefici erano notevoli. Prevedevano l'esenzione totale dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale. Inoltre, per gli acquisti soggetti a IVA, l'imposta pagata al venditore si trasformava in un credito d'imposta per il compratore. Per accedere a queste agevolazioni era necessario soddisfare due requisiti: non aver ancora compiuto 36 anni al momento del rogito e avere un ISEE non superiore a 40.000 euro.

La guida evidenzia poi una "regola straordinaria" per un periodo molto specifico. Per gli atti stipulati tra il 1° gennaio e il 29 febbraio 2024, gli acquirenti che hanno pagato le imposte in misura ordinaria hanno maturato un credito d'imposta pari alle somme versate in eccesso. Se hai stipulato un rogito in quel breve lasso di tempo, è imperativo verificare la tua posizione. Controlla la documentazione e consulta il tuo commercialista: potresti avere diritto a un rimborso significativo che scade a fine 2025. Non lasciare che questo vantaggio vada perso.

5.0 Punto #4: Oltre le Tasse - Il Consiglio d'Oro Prima di Firmare

Oltre alle novità fiscali, la guida dell'Agenzia delle Entrate ribadisce un consiglio fondamentale e di natura pratica. Prima di firmare qualsiasi accordo, è essenziale ottenere informazioni dettagliate sull'immobile. In particolare, è cruciale accertarsi che il venditore sia l'effettivo e legittimo proprietario e verificare che sull'immobile non gravino "pesi" come diritti reali di garanzia, tra cui le ipoteche.

Questo non è un semplice consiglio, ma un'ancora di salvezza. Acquistare da un non-proprietario o un immobile gravato da un'ipoteca non dichiarata può portare a conseguenze catastrofiche: dalla nullità dell'atto alla perdita totale del capitale versato. La verifica preventiva non è una spesa, ma l'assicurazione più importante sul vostro investimento.

6.0 Conclusione: Pronti per il Grande Passo?

Essere informati sulle continue evoluzioni normative è il primo passo per un acquisto immobiliare consapevole e vantaggioso. Le novità introdotte dalla guida dell'Agenzia delle Entrate per il 2025, dal raddoppio dei tempi per la rivendita alla semplificazione del preliminare, sono pensate per offrire maggiore flessibilità e chiarezza ai cittadini.

Alla luce di queste novità, quale cambiamento avrà il maggiore impatto sul tuo progetto di acquistare casa?

CRR3, Nomisma e il Valore Immobiliare SostenibileGli estratti da “CRR3, Nomisma e il Valore Immobiliare Sostenibile” dis...
05/11/2025

CRR3, Nomisma e il Valore Immobiliare Sostenibile

Gli estratti da “CRR3, Nomisma e il Valore Immobiliare Sostenibile” discutono l'impatto del nuovo regolamento europeo CRR3 sulle valutazioni immobiliari utilizzate come garanzia per i prestiti bancari. La normativa impone alle banche di utilizzare stime più prudenti, introducendo il concetto di Property Value, che riflette la potenziale perdita di valore di un immobile nell'arco della durata del finanziamento, mirando a rendere il sistema bancario più resiliente. Enrico Bronchi di Nomisma SpA illustra come questo valore debba essere calcolato tenendo conto di cicli di mercato, fattori ambientali (ESG) e rischi fisici, distinguendosi dal semplice prezzo di mercato corrente. Nomisma ha sviluppato un modello predittivo a lungo termine (30 anni) per prevedere l'evoluzione ciclica dei valori, stimando che l'attuale perdita potenziale di valore immobiliare sia minima, sebbene i comuni minori mostrino una vulnerabilità maggiore rispetto ai centri urbani.

Tassi BCE Fermi? Non Farti Ingannare: 4 Verità Nascoste che Impattano sul Tuo MutuoLa Banca Centrale Europea (BCE) ha re...
31/10/2025

Tassi BCE Fermi? Non Farti Ingannare: 4 Verità Nascoste che Impattano sul Tuo Mutuo
La Banca Centrale Europea (BCE) ha recentemente annunciato la decisione di mantenere i tassi di interesse invariati. Ma al di là del titolo di giornale, cosa significa davvero questa decisione per le tue finanze personali, specialmente se hai un mutuo o stai pensando di accenderne uno? La risposta è più complessa e sorprendente di quanto si possa pensare. In questo articolo, analizzeremo i punti chiave nascosti dietro l'annuncio ufficiale, rivelando alcune delle implicazioni più inaspettate per consumatori e risparmiatori.
1. Non è Indecisione, è Strategia: La BCE Gioca d'Attesa
La scelta della BCE di non modificare i tassi non è un segnale di inattività, ma una deliberata strategia di "attesa e osservazione". Nello specifico, il tasso sui depositi resta fermo al 2%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. Come sottolineato dall'esperto Fabio Femiani, la banca centrale sta navigando in un mare di segnali contrastanti. Da un lato, deve fare i conti con una crescita economica debole e un'inflazione sotto controllo; dall'altro, deve gestire l'incertezza generata dalle tensioni commerciali globali e dai dati sull'occupazione, che potrebbero alimentare nuove spinte inflazionistiche.
"Il comitato esecutivo della BCE – questa volta riunitosi presso la sede fiorentina di Banca di Italia, anziché nel consueto palazzo di Francoforte – sembra mantenere un approccio di “attesa e osservazione”, di fronte a segnali contrastanti..." - Fabio Femiani, responsabile mutui di idealista.it
Questa strategia di attesa, tuttavia, ha creato un effetto inaspettato sul mercato dei finanziamenti, portando a condizioni sorprendentemente vantaggiose per chi oggi cerca un mutuo.
2. Controintuitivo ma Vero: È un Buon Momento per i Mutui
Anche se la BCE ha tenuto i tassi fermi, il mercato dei mutui offre condizioni sorprendentemente favorevoli. I tassi attuali, infatti, sono "relativamente contenuti", soprattutto se confrontati con i picchi registrati nel 2023 e nella prima parte del 2024. Questo scenario offre opportunità concrete a chi sta cercando un finanziamento.
Secondo Fabio Femiani, oggi è possibile ottenere:
• Un mutuo a tasso fisso inferiore al 3% per l'acquisto di un immobile "green".
• Un mutuo a tasso variabile ancora più conveniente, intorno al 2,5% per la stessa tipologia di finanziamento.
Questo rappresenta un equilibrio tra stabilità del costo e convenienza che solo un anno fa sembrava impensabile. Guardando avanti, la prospettiva potrebbe diventare ancora più dinamica: "se la BCE dovesse effettivamente procedere con un ulteriore taglio dei tassi nel 2026, potremmo vedere un rilancio graduale della domanda di mutui e un ritorno dell’interesse per i tassi variabili".
Ma se da un lato le nuove offerte appaiono vantaggiose, dall'altro lato chi ha già sottoscritto un mutuo a tasso variabile percepisce una realtà ben diversa, sentendo il peso di ogni mancato taglio.
3. La Prospettiva dei Consumatori: Un "Mancato Taglio" che Pesa
Dall'altro lato della medaglia, la prospettiva dei consumatori è molto diversa. Secondo Codacons, la decisione della BCE è "una notizia negativa per milioni di famiglie che hanno acceso un mutuo a tasso variabile." Si tratta del quarto "mancato calo" consecutivo da quando è iniziato il trend di ribassi a giugno 2024, una delusione per chi sperava in un alleggerimento della rata.
Questa decisione arriva in un momento in cui i tassi sui finanziamenti in Italia mostrano già una tendenza al rialzo. I dati di Bankitalia, citati da Codacons, sono chiari: i tassi di interesse sui mutui per le famiglie sono passati dal 3,50% dello scorso gennaio al 3,67% di agosto, con un incremento che, su base annua, si traduce in una spesa maggiore di circa +180 euro per un mutuo standard da 150.000 euro a 30 anni. Questo dato evidenzia il divario critico tra la stabilità macroeconomica ricercata dalla BCE e l'impatto finanziario tangibile e immediato sui bilanci delle famiglie.
4. Il Quadro Generale: L'Eurozona Mostra Segnali di Fiducia
Allargando lo sguardo all'intera Eurozona, la decisione della BCE può essere letta come un segnale di fiducia. Secondo Irene Lauro, economista di Schroders, il mantenimento dei tassi dimostra che la BCE crede nell'efficacia delle sue politiche monetarie. Questa fiducia è supportata da diversi indicatori economici positivi: la crescita del PIL è migliorata dello 0,2% nel terzo trimestre, i dati PMI di ottobre segnalano un'accelerazione per l'ultimo trimestre e il forte rimbalzo del settore dei servizi suggerisce un aumento della spesa dei consumatori.
Lauro si mostra fiduciosa che la crescita nell'Eurozona si rafforzerà nel corso del prossimo anno, sostenendo la decisione della BCE di mantenere i tassi invariati fino al 2026.
"Per ora, le prospettive per l'eurozona sono cambiate in positivo, un cambiamento gradito dopo mesi di stagnazione". - Irene Lauro, Eurozone Economist di Schroders
La decisione della BCE di mantenere i tassi invariati nasconde una realtà molto più sfumata di quanto un semplice titolo possa suggerire. Da un lato, c'è la pressione avvertita dalle famiglie con mutui a tasso variabile; dall'altro, emergono opportunità inaspettate per chi cerca nuovi finanziamenti e segnali di fiducia nell'economia generale. Sebbene le sfide rimangano, il quadro attuale rivela anche una sorprendente resilienza e possibili vantaggi.
In questo scenario complesso, la vera domanda è: siamo di fronte a una stabilità duratura o alla calma prima di una nuova fase di mercato?

Indirizzo

Via Pietro Da Salò, 150
Salò
25087

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
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