14/11/2025
Link: https://reti-indirette.edenred.it/STUDIO-MULINARO
Ultimamente si fa un gran parlare dei Buoni Pasto, (come se fossero la soluzione a tutti problemi....)
Pertanto abbiamo ritenuto opportuno fare un approfondimento.
Parliamo di una soluzione diretta a soddisfare esigenze di tipo elementare, dal tradizionale uso nei ristoranti per la pausa pranzo, all’utilizzo per il delivery fino ad arrivare al carrello della spesa. È rivolto non solo ai dipendenti e ai collaboratori, ma anche ai datori di lavoro stessi e alle aziende che dipendenti non ne hanno - basti pensare ai soci di società di persone.
I buoni pasto rappresentano un prezioso benefit per integrare la remunerazione dei dipendenti di un’azienda, ma anche una modalità per risparmiare tasse grazie alle deduzioni fiscali.
Le aziende che non hanno una mensa interna, né una convenzione con altri servizi di ristorazione, possono lasciare che ciascun dipendente sostenga autonomamente i costi per il pranzo nella modalità che preferisce oppure offrire i buoni pasto: ticket cartacei o tessere ricaricabili con un valore predefinito, utilizzabili non solo al bar e al ristorante, ma anche per fare la spesa al supermercato, per il food delivery (Glovo e Deliveroo ad esempio, sono partner convenzionati) o il take away. L’azienda acquista i buoni pasto da una delle tante società emettitrici: la scelta è molto importante, perché è bene individuare quella che ha più convenzioni attive nella zona dove lavorano i dipendenti. Leader indiscussa del settore è Edenred, con oltre 150.000 esercizi convenzionati e in continua crescita.
Nati come carnet di ticket cartacei, oggi i buoni pasto stanno diventando quasi esclusivamente tessere ricaricabili. Da strumento sostitutivo di mensa sono diventati ora uno strumento di integrazione la reddito esentasse per rispondere ai bisogni primari delle persone, come ad esempio fare la spesa al supermercato.
Particolarmente apprezzato dai lavoratori, il buono pasto è sia un benefit aziendale, sia un vero e proprio strumento retributivo che si somma allo stipendio in denaro. È conveniente per i dipendenti che lo ricevono, perché non concorre a formare reddito imponibile e rappresenta quindi una gratificazione di grande valore.
I vantaggi fiscali derivanti dall’uso dei buoni pasto non finiscono qui:
• detraibilità integrale dell’iva
• deducibilità del costo
• esenzione fiscale e contributiva per i beneficiari
I buoni pasto non devono essere necessariamente erogati alla generalità dei dipendenti, questo non significa che il datore possa scegliere casualmente o per merito i dipendenti ai quali erogarli.
Sarà necessario individuare le categorie omogenee e assegnarli a tutti gli appartenenti a detta categoria. (es: i dipendenti del turno di notte, i responsabili di settore, etc…).
La fruizione può essere garantita non solo ai dipendenti full time, ma anche a quelli part-time o che si trovano in smart working.
Le aziende che erogano questo servizio ai propri dipendenti scontano un IVA totalmente detraibile al 4%, inoltre il costo per l’acquisto dei buoni è interamente deducibile.
Essere totalmente deducibile significa che contribuisce ad abbassare il reddito imponibile e di conseguenza ridurre la pressione fiscale (deducibilità Ires per le SRL 100%).
I buoni pasto sono così uno strumento fiscale che hanno un doppio vantaggio: mentre l’azienda deduce il 100% dei costi, i dipendenti ricevono l’intero importo erogato esentasse e possono utilizzarlo come supporto economico per la spesa al supermercato o in pausa pranzo.
Gli imprenditori individuali, ad esclusione di quelli in regime forfettario, le Partite IVA, liberi professionisti e i soci di società di persone possono usufruire dei vantaggi dei buoni pasto, con una sola differenza: la deducibilità ai fini Irpef è del 75% fino a massimo il 2% del fatturato annuo.
Se hai la P.IVA o sei un libero professionista quindi puoi usare Ticket Restaurant® in oltre 150.000 locali in tutta Italia, tra cui supermercati, servizi di delivery e dedurre il 75% del costo.
Inoltre Ticket Restaurant® permette la contabilità in una singola fattura, dicendo addio così a centinaia di scontrini.
La normativa sulla tassazione dei buoni pasto si trova principalmente nell’articolo 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).
Attraverso l’ultimo aggiornamento normativo introdotto della Legge di Bilancio per il 2020, finalizzato a incentivare il ricorso ai ticket digitali e a regolamentare l’uso degli stessi per i lavoratori in smart working, si è voluto dare sostegno all’utilizzo di questo prezioso strumento, introducendo le seguenti soglie di esenzione:
• 4€ di valore massimo per il buono pasto cartaceo e per la relativa esenzione contributiva giornaliera;
• 8€ di valore massimo per il buono pasto digitale e per la relativa esenzione contributiva giornaliera;
• in caso di utilizzo di più buoni pasto nello stesso giorno, il valore eccedente la soglia di esenzione sarà soggetto a imposte e contributi ordinari.
Per attivare il servizio e essere contattato direttamente dall’azienda con la quale lo studio collabora , clicca nel seguente link:
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