10/10/2024
Estratto da una intervista de Il Tirreno, articolo pubblicato nell’edizione di oggi:
La rendita catastale è per sempre.
Simone Beni sintetizza con una battuta gli effetti di una revisione delle rendite catastali sul mercato
immobiliare e nelle tasche
dei proprietari di case.
La paura di un aumento – collegato
all’aver usufruito del Superbonus
– si è scatenata dopo le parole del ministro dell’Economia, Giancarlo
Giorgetti.
E, nonostante le polemiche e i distinguo della politica, il mercato immobiliare è in fibrillazione.
Soprattutto in una Regione come la Toscana, in cui l’esigenza abitativa si somma ai tanti pronti a investire in immobili per la bellezza e la capacità attrattiva dei centri storici, delle aree rurali e della costa.
Perché il rischio di un aumento delle rendite catastali ha scatenato le polemiche?
«Di fatto i proprietari si troveranno davanti a maggiori costi e, come l’economia ci insegna, con maggiori costi ci sono meno persone che vorranno fare questa tipologia di investimento.
È una ipotesi che ha solo aspetti negativi, tanto per chi ha già un
immobile di proprietà, quanto per chi si accinge a comprarlo».
Perché?
«Si va a intervenire su quello che è uno dei maggiori parametri per calcolare i costi, nel corso degli anni, a carico di un proprietario di immobili.
Sulla rendita si calcolano tutte le imposte: dall’Imu per le seconde case, ai costi nell’atto di compravendita, ai valori delle imposte catastali, ipotecarie e di registro.
Tutte tasse che vanno a influire negativamente nel settore immobiliare».
Con quale effetto
«facciamo un parallelo per spiegare quello che possono essere gli effetti: l’innalzamento dei tassi di interesse bancario degli ultimi anni, aggiunti alla paura di nuovi rialzi, hanno portato ad avere meno persone interessate all’acquisto di un immobile.
Sono bastati tre mesi di ribassi e una prospettiva positiva sul costo del denaro perché più persone si interessassero al mercato immobiliare.
L’ipotesi di maggiori tasse non può che avere il risultato di congelare i progetti di acquistare casa.
Se si alzano le rendite catastali, crolla la fiducia dei potenziali investitori.
Uno 0,25% di ribasso sui tassi dei mutui ha portato ad aumentare le richieste di acquisto, mentre un 0,25% di rialzo aveva congelato le vendite».
Le tasse sono un parametro valutato in fase di acquisto?
«È un parametro che viene
spesso valutato. E a farlo sono
soprattutto i ceti medio bassi».
Quindi i più poveri?
«Sì! Per gli altri influisce meno o addirittura nulla. Se hai la disponibilità per affrontare un acquisto importante, hai anche meno problemi a pagare le imposte.
Se invece, acquisti casa raschiando il fondo delle valigie, la tassazione più alta ti porta a non acquistarla».
E sugli investimenti?
«L’investitore, in questo caso, vedrebbe un ulteriore rischio per i suoi investimenti.
Nel presente e in prospettiva, perché di fatto una rendita catastale più alta prima o poi determina un aumento dei costi».
Quanto è forte il rischio per il mercato immobiliare in Toscana?
«Al momento il mercato immobiliare gode di ottima salute. Sono tante le persone che vogliono investire nella nostra regione. Ci sono zone ambite: dai centri storici, per motivi anche di investimento, alle campagne, alla costa.
Il rischio è che tutto si fermi.
Il mercato ha bisogno di maggiori certezze e regole che non cambiano nel tempo.