24/09/2026
In ambito immobiliare, il 2026 conferma gli incentivi per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica degli edifici. I proprietari che avviano interventi di recupero edilizio accedono, inoltre, al bonus mobili, misura che agevola l'acquisto di arredi ed elettrodomestici di classe energetica elevata.
Quali sono gli incentivi per la casa nel 2026
Il recupero del patrimonio edilizio segue un percorso normativo già definito. L'attuale bonus ristrutturazione, legato a interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, è regolato dall'articolo 16-bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) e prevede il superamento definitivo dello sconto in fattura e della cessione dei crediti d'imposta per la quasi totalità dei lavori.
Di conseguenza, il beneficio fiscale continuerà a offrire, fino al 31 dicembre 2026, la detrazione IRPEF del 50% (ripartita in dieci quote annuali costanti) per gli interventi effettuati sull'abitazione principale, con un tetto massimo di spesa confermato a 96.000 euro per unità immobiliare. Sulle seconde case, invece, l'aliquota si attesta al 36%.
Gli interventi per l'efficientamento energetico degli edifici, agevolati dall'ecobonus - come la sostituzione di caldaie a condensazione o vecchi infissi - seguono un binario analogo. Fino a fine anno resteranno in vigore le aliquote variabili del 50% e 36% (su prima e seconda casa), nonché la maggiorazione al 65% associata al bonus stufe del Conto Termico 3.0.
Discorso a parte merita il superbonus. La misura, che ha trainato l'edilizia negli anni passati, rimane attiva fino a tutto il 2026 solo per una platea molto ristretta, comprendente i proprietari degli immobili danneggiati e situati nei crateri sismici del 2016 e 2017 nel Centro Italia.
Quali sono le ultime notizie sul bonus ristrutturazione 2026
Gli ultimi tre mesi dell'anno assumono un'importanza decisiva sul fronte delle ristrutturazioni edilizie, a meno che la nuova legge di Bilancio non proroghi gli incentivi attuali. Infatti, i contribuenti sono chiamati a saldare le fatture dei lavori entro il 31 dicembre 2026 per garantirsi le aliquote massime attualmente in vigore ed evitare il taglio delle percentuali - al 36% (prima casa) o al 30% (altre abitazioni) - previsto dal 1° gennaio 2027.
Ecco, dunque, le regole per gestire i pagamenti di fine anno, utili anche nel caso del bonus o ecobonus per il cambio degli infissi:
sui bonifici disposti entro il 31 dicembre 2026 la detrazione sarà calcolata sulla percentuale di bonus casa in vigore per quest'anno (50% o 36%). I bonifici disposti dal 1° gennaio 2027, anche se relativi ad acconti o a spese parziali, seguiranno le regole e le aliquote ridotte del nuovo anno;
sui lavori pluriennali, il committente ha la facoltà di suddividere la spesa tramite più bonifici. In questo modo, è possibile "cristallizzare" la percentuale più conveniente per la quota versata entro la fine del 2026, applicando la percentuale inferiore del 2027 esclusivamente alle fatture saldate nel nuovo anno.