27/10/2026
«Mio fratello vuole vendere, io no.» È una delle frasi che sento più spesso quando una casa passa ai figli. E di solito, dietro, ci sono più ricordi che numeri.
La casa dei genitori non è un immobile come gli altri.
Ognuno ci vede qualcosa di diverso: chi un ricordo da tenere, chi una spesa che pesa ogni anno, chi i soldi che gli servono adesso.
Intanto la casa resta chiusa, e le spese corrono: IMU, condominio, manutenzione. Divise tra tutti, anche tra chi non ci entra mai.
Le strade, in realtà, sono poche e chiare.
Vendere insieme: si decide un prezzo, firmano tutti, si divide.
Uno dei fratelli compra le quote degli altri, e la casa resta in famiglia.
Se proprio non c'è accordo, è meglio rivolgersi ad un avvocato.
Prima del rogito occorre eseguire la dovuta successione e l'accettazione tacita di eredità. Meglio sistemarle subito, senza aspettare il compratore.
E il primo passo? Un numero su cui tutti siano d'accordo.
Una valutazione fatta da un'agente immobiliare.
Dal valore dei ricordi al valore di mercato.
E sul valore di mercato ci si mette d'accordo più facilmente.
Se siete in questa situazione, scrivetemi. Faccio la valutazione e la spiego a tutti, fratelli compresi, intorno allo stesso tavolo.
Alice