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AR3D servizio completo nel settore del rilievo tridimensionale, progettazione digitale per il restauro e la valorizzazione dei Beni Culturali, tour virtuali

ar3d nasce con l'obbiettivo di offrire un servizio completo di alta specializzazione nel settore del rilievo e della modellazione tridimensionale, con soluzioni calibrate sia nella realizzazione del rilievo (livello di precisione del rilievo basato sulle reali necessità) che nella gestione dei dati 3D. ar3d si occupa anche di progettazione digitale per il restauro e la valorizzazione dei Beni Cult

urali e della realizzazione di tour virtuali per il settore turistico alberghiero e per quello immobiliare

13/12/2022

Nessuna persona "razionale" farebbe questo.

Oggi con la mostra “Nel Segno dell'Acqua” vi portiamo lungo il corso del fiume Triverno a Pozzilli dove, nel 1908, Giuse...
22/02/2022

Oggi con la mostra “Nel Segno dell'Acqua” vi portiamo lungo il corso del fiume Triverno a Pozzilli dove, nel 1908, Giuseppe Cimorelli, durante i lavori di sistemazione dell'alveo, rinvenne due macine e un'impronta sulla parete rocciosa che venne interpretata come il calco di una ruota idraulica, ruota descritta da Vitruvio nel “De Architectura”.
Questa impronta ancora oggi rappresenta un reperto fondamentale per lo studio delle macchine idrauliche romane in quanto ci restituisce una ruota vitruviana completa.
Partendo dal confronto tra quando scritto da Vitruvio con la descrizione di Cimorelli e lo studio fatto sulla ruota da Luigi Jacono abbiamo tentato di ricostruire il mulino nella sua intierezza.
Dopo essere stato esposto nel 1927 nella sezione di tecnologia e meccanica antica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per quasi un secolo il reperto è rimasto nei magazzini. In autunno l'impronta verrà nuovamente esposta nella nuova sezione di tecnologica romana voluta dal MANN.
Di seguito il link per vedere l'impronta e la ricostruzione virtuale del mulino in realtà virtuale e aumentata.
https://www.acquaepietra.it/NSDA/start_page/ruota_idraulica.html

11/02/2022

L'arte di costruire ponti degli ingegneri romani attraverso lo studio del ponte-canale di Montaquila (IS) rilevato negli anni '30 dall'architetto Frediano Frediani.
Il disegno di questa struttura faceva parte delle tavole che Frediani realizzò sull'acquedotto augusteo di Venafro per la Mostra Augustea della Romanità del 1937 organizzata per il bimillenario della nascita di Augusto.
Questo racconto è parte della narrazione più ampia sull'acquedotto della colonia Iulia Augusta Venafrum in mostra fino al 26 febbraio nel salone delle feste di castello Pandone a Venafro (IS).

02/02/2022

Nel 1925 l'Ente Autonomo del Volturno, eseguendo delle opere di sbarramento di un bacino artificiale di raccolta delle sorgenti, si imbattè nei resti di strutture murarie in parte sotto il livello dell'acqua, in parte visibili fuori acqua.
Della scoperta venne informato il soprintendente per la Campania e il Molise Amedeo Maiuri che interpretò queste strutture come resti delle opere di captazione dell'acquedotto augusteo di Venafro alle sorgenti del Volturno.
Anche se purtroppo l'opera di sbarramento non è più visibile, dal disegno riportato da Maiuri la struttura risultava composta da una diga ad arco da cui partiva un canale, corrispondente al tratto di muro rettilineo subacqueo, che presumibilmente aveva la funzione di allontanare l'incile dalla zona delle risorgive.
Questo sbarramento rappresenta, in epoca romana, la tipologia di bacino idrico più evoluta dal punto di vista strutturale.

22/01/2022

La costruzione di un nuovo “paesaggio elettrico” nei primo decenni del '900 porta alla riscoperta dei segni ancora visibili dell'acquedotto augusteo di Venafro “che portava abbondantemente l’acqua per servitio della città sin dal fonte del Vulturno con molto stupore di chi considera non men la grandezza della fabrica che la distanza e l'asprezza de’ luoghi malagevoli e disastrosi tramezatj da profondi valloni, rapidi torrenti, e scoscesi monti, e come in alcuno parti per buon tratto si vede, cavato nel vivo sasso della montagna a’ forza di scalpello”. Lo stesso stupore di cui parla Valla nella sua «Storia di Venafro scritta nel 1687» dovettero provare gli abitanti dell'alta valle del Volturno quando vennero realizzate le condotte forzate e i tralicci per trasportare l'energia elettrica prodotta dalla centrale I salto Volturno alla città di Napoli.
Le trasformazioni nel paesaggio scaturite dalla costruzione della centrale idroelettrica di Rocchetta a Volturno sono uno dei racconti della mostra “Nel segno dell'acqua” fino al 27 febbraio nel salone delle feste di Castello Pandone a Venafro.

16/01/2022

Cicerone e Augusto e la costruzione dell'acquedotto della colonia Iulia Augusta venafrum.
Inizia così il racconto “Nel segno dell'acqua”, la mostra sull'acquedotto augusteo che, dalle sorgenti del Volturno, trasportava l'acqua alla città di Venafro.
Fino al 27 febbraio nel salone delle feste di Castello Pandone a Venafro.

“Sullo scoprimento della pietra, che sta fuori Venafro murata  in casa di campagna, poche cose accennerò.[Della] notizia...
24/11/2021

“Sullo scoprimento della pietra, che sta fuori Venafro murata in casa di campagna, poche cose accennerò.
[Della] notizia di essa sono debitore ad un ragazzino che mi servì di guida, buon giovane, ma poco dotto.
Avendola trovata, vi portai io i colti sigg. Venafrani, ed alle loro istanze, unite alle mie, il proprietario fece levare alcune pietre della soglia murata, che cuopriva la maggior parte dello scritto; però non ottenni più dello spazio strettamente necessario per mettermi accanto al sasso trasversalmente
fabbricato, in una specie di fossa. Così la pulii e la trascrissi, nella posizione più disagiata che possa immaginarsi, in un luogo bujo affatto”.
Così il premio Nobel Theodor Mommsen descrive la scoperta dell'editto augusteo che normava la gestione dell'acquedotto.
Vieni a scoprirlo dal 26 novembre nel salone delle feste di Castello Pandone a Venafro.
Sentieri di acqua e pietra

Se fu Augusto a concedere le acque del Volturno alla colonia Iulia Augusta Venafrum con il famoso editto, nel 1904 è lo ...
23/11/2021

Se fu Augusto a concedere le acque del Volturno alla colonia Iulia Augusta Venafrum con il famoso editto, nel 1904 è lo Stato, con la legge per il risorgimento economico della città di Napoli, ad attribuire le sorgenti del fiume al comune partenopeo per generare energia idroelettrica.
Grazie a Enel Green Power siamo sul bacino di carico della centrale I salto Volturno per raccontare le trasformazioni del paesaggio dell'alta valle del Volturno nel corso dei secoli legate alla gestione dell'acqua.
Vi aspettiamo dal 26 novembre nel salone delle feste di Castello Pandone a Venafro “Nel segno dell'acqua”.

“Suppliva anticamente [...] al difetto dell’acqua un meraviglioso aquidotto di cuj ancora in più luoghi si scorgono i ve...
22/11/2021

“Suppliva anticamente [...] al difetto dell’acqua un meraviglioso aquidotto di cuj ancora in più luoghi si scorgono i vestigi [...], che portava abbondantemente l’acqua per servitio della città sin dal fonte del Vulturno con molto stupore di chi considera non men la grandezza della fabrica che la distanza e l'asprezza de’ luoghi malagevoli e disastrosi tramezatj da profondi valloni, rapidi torrenti, e scoscesi monti [...].”
Così Ludovico Valla nel 1687 introduce la descrizione dei resti dell'acquedotto augusteo di Venafro.
Per capire quanto della struttura è rimasto abbiamo esplorato la valle del Volturno con Massimo Mancini.
Anche se celati nel fitto della vegetazione in alcuni punti il cunicolo ancora è visibile fuori terra.
Vi aspettiamo dal 26 novembre presso il salone delle feste di Castello Pandone a Venafro.
Sentieri di acqua e pietra

“Venafrum, oppidum. quinque uiri deduxerunt sine colonis. iter populo debetur ped. xx. ager eius in lacineis limitibus i...
21/11/2021

“Venafrum, oppidum. quinque uiri deduxerunt sine colonis. iter populo debetur ped. xx. ager eius in lacineis limitibus intercisiuis est adsignatus, sed et summa montium iure templi Ideae ab Augusto sunt concessa”.
Così vengono descritte le operazioni di agrimensura per la deduzione a colonia dell'ager Venafranus assegnando i monti al tempio della dea Idea.
Augusto concesse ai coloni anche un acquedotto che dalle sorgenti del Volturno portava l'acqua alla colonia.
Tutto questo è al centro della mostra “Nel segno dell'acqua” da venerdì 26 novembre nel salone delle feste di Castello Pandone a Venafro.
Sentieri di acqua e pietra

Indirizzo

Viale Umberto I, 42
Sassari
07100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 18:00

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