14/01/2014
A CURA DI
Cristiano Dell'Oste
Valeria Uva
Dagli affitti al condominio, dalle compravendite ai lavori in casa: il 2014 dei proprietari di immobili si apre con dodici novità normative contenute in sei tra leggi, decreti legge e decreti legislativi. E tutto senza considerare il dossier Imu-Tasi-Tari-Iuc, su cui Governo e Parlamento non hanno ancora scritto l'ultima parola.
Il disegno delle nuove norme appena entrate in vigore è tutt'altro che lineare. Anzi, in molti casi si tratta di correzioni che lasciano aperto più di un dubbio tra gli operatori.
Dal 1° gennaio scorso, tanto per cominciare, è vietato pagare in contanti il canone di locazione delle abitazioni, di qualsiasi importo. Mentre per negozi, uffici e capannoni l'obbligo di usare assegni e bonifici continua a scattare dai 1.000 euro in su. Il nodo, però, sono le conseguenze della violazione e la possibilità di applicare le sanzioni "generali" dall'1 al 40% dell'importo trasferito (si veda la scheda a fianco).
Ma sul fronte degli affitti (residenziali e non) c'è anche un'altra novità, entrata in vigore alla vigilia di Natale: l'eliminazione dell'obbligo di allegare ai nuovi contratti di locazione di singole unità immobiliari l'attestato di prestazione energetica (Ape), obbligo che dal 4 agosto 2013 era previsto a pena di nullità del contratto. Il fatto che l'Ape non vada più allegato, però, non significa che il proprietario possa dimenticarsene: secondo la nuova legge, infatti, nel contratto va inserita una clausola con cui il conduttore dichiara «di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell'attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici». Insomma, la legge non vuol più "vedere" l'Ape, ma si accontenta che l'inquilino dica di averlo visto. E comunque, se manca la dichiarazione, il contratto è valido, ma scatta una multa da mille a 4mila euro (dimezzata per le locazioni che durano meno di tre anni).
Dal 24 dicembre è anche stata eliminata la nullità per le compravendite prive di Ape, mentre resta la sanzione da 3mila a 18mila euro. Anche in questo caso, però, il quadro non è del tutto lineare perché dopo la legge di stabilità non si capisce più se la novità sia a regime o transitoria (si veda Il Sole 24 Ore del 2 gennaio scorso). Dove non ci sono dubbi è sulle nuove aliquote dell'imposta di registro, che dal 1° gennaio scorso sono state sostanzialmente ridotte a due (9% e 2% per la prima casa), con l'eliminazione delle agevolazioni.
Per ora in attesa dei provvedimenti attuativi, invece, è la norma che prevede – in caso di trasferimenti immobiliari – l'accredito delle somme pagate dal compratore su un conto corrente del notaio, con versamento al venditore dopo la trascrizione nei registri immobiliari. Una novità che ha raccolto anche reazioni positive, ma che il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, critica duramente: «Consideriamo i casi di impedimento, per morte, incidente, malattia, incapacità fisica o mentale. In caso di successione ci si trova di fronte l'erede il quale, anche se non eredita, deve comunque agire per disporre la liberazione delle somme. E se fosse necessario ricorrere al giudice? La norma è sconcertante».