Geometra Carlo Fava

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Serre solari: un risparmio energetico o una nuova stanza abusiva?TAR Lazio, sentenza n. 18840 del 29 ottobre 2025: quand...
17/06/2026

Serre solari: un risparmio energetico o una nuova stanza abusiva?

TAR Lazio, sentenza n. 18840 del 29 ottobre 2025: quando la serra solare diventa abuso edilizio

Negli ultimi mesi del 2025, la giurisprudenza ha fatto chiarezza su un tema che interessa molti proprietari di case indipendenti: il confine (sottile) tra una serra solare, considerata un "volume tecnico" per l'efficientamento energetico, e una vera e propria veranda abusiva.

Il caso esaminato dal TAR Lazio riguardava una serra solare realizzata con SCIA, che nel tempo era stata "arredata" e dotata di impianti, diventando di fatto una stanza in più (con tanto di vasca idromassaggio e tende oscuranti). Inoltre, era stata fisicamente unita a una veranda abusiva, creando un unico grande ambiente.

Il principio di diritto: una serra solare è un volume tecnico non computabile ai fini volumetrici, e realizzabile con titoli semplificati, solo e soltanto se assolve esclusivamente alla funzione di apporto energetico e non presenta alcuna attrezzatura o finitura che ne consenta l'uso abitativo.

"Avete pensato di chiudere una parte del giardino con una 'serra solare' per guadagnare spazio e risparmiare energia? Occhio: se la usate come una stanza, è abuso edilizio."

Un collega mi ha raccontato il caso di un suo cliente: aveva realizzato una bellissima "serra solare" in aderenza alla casa, con ampie vetrate. Sulla carta, doveva servire a catturare il calore del sole e ridurre la bolletta. In realtà, l'aveva arredata con divani, tv e stufetta elettrica, usandola come salotto d'inverno.

Qualche mese dopo, è arrivata la contestazione del Comune: quella non era più una serra tecnica, era un ampliamento abusivo. Il cliente ha dovuto sborsare migliaia di euro per una sanatoria, quando non è stata proprio ordinata la demolizione.

💡 Ecco cosa ho capito: Il TAR Lazio, con la sentenza n. 18840 del 29 ottobre 2025, ha fotografato perfettamente questa situazione. Qual è la differenza tra una serra solare legittima e una abusiva?

✅ Serra solare LEGITTIMA (volume tecnico in edilizia libera):

Scopo: solo efficienza energetica. Serve una relazione tecnica che dimostri il risparmio energetico.

Caratteristiche: ampie superfici vetrate, nessun impianto di climatizzazione (riscaldamento/raffrescamento), priva di finiture "da interni" (pavimenti pregiati, cartongesso, ecc.).

Utilizzo: Non puoi viverci stabilmente. È uno spazio di compensazione termica, non una stanza abitabile.

❌ VERANDA ABUSIVA (necessita di permesso di costruire e autorizzazione paesaggistica):

Finalità: diventa una nuova stanza o un ampliamento della casa.

Elementi spia: presenza di tendaggi, arredi stabili, vasca idromassaggio, impianti di climatizzazione; fusione con altri volumi preesistenti.

Conseguenza: se la serra viene utilizzata come spazio abitabile, non è più un volume tecnico. Serve il permesso di costruire e, se la zona è vincolata, l'autorizzazione paesaggistica (che per i nuovi volumi, NON può essere rilasciata in sanatoria dopo i lavori).

👉 La lezione per te: Se vuoi realizzare una serra solare, falla progettare da un tecnico che sappia cosa sta facendo. Non basta chiamarla "serra" nel progetto: se la usa come una stanza, è abuso. E in zona vincolata (centro storico, paesaggio), l'autorizzazione paesaggistica va chiesta PRIMA, non dopo, pena l'impossibilità di sanatoria.

Qui a Terni e provincia, posso aiutarti a progettare una serra solare che sia efficiente, legittima e non rischi di diventare un problema.

🔗 FONTI
TAR Lazio, Sez. II, sentenza n. 18840 del 29 ottobre 2025
Consiglio di Stato, Sez. II, sentenza n. 6355 del 18 luglio 2025
Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza n. 2840 del 14 aprile 2022
D.P.R. 380/2001, art. 6 (Edilizia libera)
Regolamento Regionale Toscana n. 39/R del 2018, art. 57

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Umidità da risalita: quando la casa "piange" e nessuno sa perché"Avete mai visto quelle macchie scure che salgono dal pa...
16/06/2026

Umidità da risalita: quando la casa "piange" e nessuno sa perché

"Avete mai visto quelle macchie scure che salgono dal pavimento e rovinano le pareti? L’umidità da risalita è il problema più subdolo delle case vecchie."

Un cliente mi ha chiamato per una perizia pre-acquisto. L’appartamento era al piano terra, in un palazzo d’epoca. Le pareti erano state imbiancate da poco, ma c’era un odore strano. Ho guardato meglio: sotto il battiscopa, appena visibile, una macchia scura.

“Ha avuto problemi di umidità?”, ho chiesto. “Mai”, ha risposto il venditore.

Ho fatto un’ispezione più accurata. Ho trovato intonaco sbriciolato, sali che affioravano, e un solaio che non aveva alcuna barriera contro l’acqua del terreno. Allora ho chiesto al cliente di fare una prova: attaccare un pezzo di carta stagnola sulla parete per qualche giorno. Se si bagna la faccia esterna, è condensa. Se si bagna la faccia a contatto con il muro, è risalita di umidità dal terreno.

Dopo una settimana, la carta era bagnata dalla parte del muro. Umidità da risalita, purtroppo diagnosticata.

💡 Ecco cosa ho capito: L’umidità da risalita è un problema serio e subdolo perché non dipende dalla tua condotta, ma dal contatto tra i muri e il terreno. L’acqua sale per capillarità nei pori dei materiali da costruzione, rovinando gli intonaci, alimentando muffe e funghi, e deteriorando le strutture.

Molti agenti immobiliari e persino alcuni tecnici poco attenti cercano di mascherare il problema con una nuova tinteggiatura prima di una vendita o di una perizia. Ma i segnali ci sono sempre, per chi sa guardare: macchie di salnitro (efflorescenze bianche), intonaco che si sgretola, odore di chiuso, battiscopa e mobili in legno danneggiati.

Le cause? Le più frequenti sono una carente o assente impermeabilizzazione dei muri contro terra, un’errata gestione delle acque meteoriche, oppure semplicemente la natura del terreno su cui sorge l’edificio.

La soluzione non è una semplice pittura magica. Si interviene con interventi di ingegneria naturalistica (creando una barriera chimica o fisica nel muro) o con sistemi di risanamento che favoriscono l’evaporazione dell’acqua in eccesso.

👉 Morale della favola? Prima di comprare una casa ai piani bassi (o con intercapedini, scantinati, vespai), chiedi a un tecnico di fare un sopralluogo mirato. Una verifica dell’umidità costa poco. Una ristrutturazione per risanare i muri da una risalita diagnosticata dopo l’acquisto costa molto cara.

Se stai pensando di comprare casa, o hai dei dubbi sulla tua, qui a Terni e provincia, posso aiutarti a fare le verifiche che servono prima di firmare.

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La storia del geometra: 1877, 1929, e la professione che ha costruito l’Italia (casa per casa)📜 LA NASCITA (E LA LUNGA G...
15/06/2026

La storia del geometra: 1877, 1929, e la professione che ha costruito l’Italia (casa per casa)

📜 LA NASCITA (E LA LUNGA GESTAZIONE)

Molti pensano che la professione di geometra sia nata nel 1929. In realtà, la storia è più lunga e affascinante.

Già nel 1876 nasce ad Alessandria il primo “Collegio”, e l’anno successivo, tra il 30 gennaio e il 6 febbraio 1877, si tiene a Roma il primo congresso nazionale degli agrimensori . Al simposio partecipano anche due ministri e un personaggio illustre, Quintino Sella, Ministro delle Finanze del Regno d’Italia . Si discute di competenze, onorari, formazione scolastica. E soprattutto, del nome da dare a questa figura tecnica: “ingegneri agronomi”, “periti agrimensori”, “geometri” . La questione si risolverà solo decenni dopo.

Il percorso si completa l’11 febbraio 1929, quando il Regio Decreto n. 274 istituisce ufficialmente la professione di geometra, sostituendo quella del perito agrimensore .

"Il 1877 un gruppo di agrimensori si riunì a Roma per discutere della loro professione. Non sapevano che stavano gettando le basi di una categoria che avrebbe costruito l'Italia del dopoguerra."

Qualche giorno fa, sfogliando vecchie carte, mi sono imbattuto nella storia della nostra professione. Ho scoperto che le radici del geometra affondano nel XIX secolo, molto prima del decreto regio del 1929 .

Il primo “Collegio” nacque ad Alessandria nel 1876 . L’anno successivo, a Roma, si tenne il primo congresso nazionale degli agrimensori. Presenti anche due ministri e Quintino Sella . Si discuteva di tutto: competenze, formazione, perfino del nome da dare a questa figura. Alcuni si definivano “ingegneri agronomi”, altri “periti agrimensori”, altri ancora “geometri” . La definizione unica arrivò solo molti anni dopo.

💡 Ecco cosa ho capito: La nostra storia è fatta di battaglie, di congressi, di rivendicazioni. È la storia di una categoria che ha saputo evolversi con il Paese, restando sempre al suo fianco.

1929: la nascita ufficiale

L’11 febbraio 1929, il Regio Decreto n. 274 istituisce ufficialmente la professione di geometra . Siamo in pieno regime fascista, l’Italia è ancora un Paese agricolo: l’agricoltura copre oltre l’80% del Pil e dà lavoro al 90% della popolazione . Il geometra nasce come tecnico poliedrico, capace di misurare i fondi rustici, stimarli, costruirvi gli edifici necessari alla loro conduzione . Le sue prime competenze sono quelle elencate nell’articolo 16 del R.D. 274/1929: operazioni topografiche, stime di fondi rustici, progettazione di modeste costruzioni civili .

Il primo Collegio di Pistoia, nel 1929, conta appena 15 iscritti: Baldi Remo e Baldi Romolo (fratelli), Banchelli Antonio, Baroncelli Aristide, Bianchi Dante, Corrieri Aladino, Gorgeri Antonio, Lazzereschi Rolla Galliano, Michelotti Guido, Palandri Amos, Spadoni Annibale, Tani Ubaldo, Teglia Castruccio, Magrini Vasco, Maraviglia Giorgio . Pochi anni dopo, nel 1942, i geometri pistoiesi sono 36, ma in pochissimi risultano attivi: molte cartoline dal fronte raccontano di tecnici richiamati alle armi o impiegati nei comuni in sostituzione dei colleghi arruolati .

Gli anni della ricostruzione e del boom economico

Nel secondo dopoguerra, l’Italia è un cantiere. Case, strade, ponti, scuole, acquedotti: tutto è da ricostruire. Il geometra è la figura tecnica di riferimento, quella che il legislatore chiama a svolgere compiti progettuali e direttivi di edilizia civile .

Al traino del boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta, i geometri diventano protagonisti dell’espansione dei centri abitati . Sono loro a disegnare i nuovi quartieri, a misurare i terreni, a seguire i cantieri. Casa per casa, quartiere per quartiere, i geometri contribuiscono a scrivere la storia dell’Italia che cresce.

La trasformazione: dal generalista allo specialista

Negli anni Ottanta e Novanta, il ruolo del geometra si consolida: è la figura-chiave nella gestione e nello sviluppo del territorio . Ma la professione cambia. La polivalenza di ieri diventa il sapere specialistico di oggi .

Oggi il geometra si occupa di:
Rilievi con droni e modellazione 3D (BIM);
Valutazioni estimative secondo standard internazionali;
Certificazioni energetiche e acustiche;
Sicurezza nei cantieri (coordinamento);
Consulenza tecnico-legale e fiscale;
Pratiche catastali e urbanistiche;
Rigenerazione urbana ed efficientamento energetico .

La sfida del futuro: laurea e ricambio generazionale

Dal 2020 esiste il corso di laurea professionalizzante LP-01 “Professioni tecniche per l’edilizia e il territorio”, che abilita direttamente alla professione di geometra laureato . Un’opportunità per elevare la qualità della formazione e attrarre nuove leve.

E il problema del ricambio generazionale è reale. Come abbiamo visto in Umbria, le imprese e i colleghi cercano giovani geometri, ma non ce ne sono abbastanza . Serve che i ragazzi tornino a scegliere questa strada.

E la femminilizzazione della categoria è un fenomeno in crescita: le donne geometra hanno un ruolo sempre più significativo nell’evoluzione della professione, dimostrando grande competenza e capacità .

👉 La nostra storia è anche la vostra storia

Se sei un collega, ricordati da dove veniamo. Se sei un giovane che sceglie la strada del geometra, sappi che entri in una professione antica, faticosa, ma con potenzialità enormi. Se sei un cliente, scegli il tuo geometra sapendo che dietro quella firma c’è un patrimonio di competenze e di storia che pochi altri professionisti hanno.

Qui a Terni e provincia, cerco di portare avanti questa tradizione. Con orgoglio, e con la consapevolezza che ogni casa che controlliamo, ogni pratica che seguiamo, è un pezzo della storia del nostro Paese.

🔗 FONTI
Collegio Geometri di Lucca – Il Geometra
EdiliziaNews – 1929-2019: i geometri compiono 90 anni (intervista a Maurizio Savoncelli)
Wikipedia – Geometra in Italia
Consiglio Nazionale Geometri – Il profilo storico
Collegio Geometri Biella – Professione geometra: dalla nascita alla riforma Gentile
Collegio Geometri Venezia – Professione geometra: dalla nascita alla riforma Gentile
Indeed – Cosa fa il geometra: ruolo, percorso formativo, mansioni
Collegio Geometri Pistoia – La Storia

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Geometra in Italia e in Europa: numeri, ambiti, e un problema (quasi) comune🌍 IL CONFRONTOItalia: oltre 100.000 geometri...
13/06/2026

Geometra in Italia e in Europa: numeri, ambiti, e un problema (quasi) comune
🌍 IL CONFRONTO
Italia: oltre 100.000 geometri, età media in salita, ma ancora pilastro dell'edilizia

In Italia, la professione di geometra è una delle più diffuse tra i tecnici. Secondo i dati del Consiglio Nazionale dei Geometri, gli iscritti agli Albi sono circa 100.000 . Una cifra imponente, che riflette il ruolo centrale di questa figura nel sistema delle costruzioni italiano, dove l'edilizia leggera, le ristrutturazioni e la piccola e media impresa la fanno da padrone.

Tuttavia, il dato preoccupante è l'età media, che supera abbondantemente i 50 anni, e un ricambio generazionale che fatica a decollare . Nonostante ciò, il geometra italiano resta un professionista "tuttofare" molto richiesto: la sua formazione polivalente gli consente di spaziare dalla progettazione, alla direzione lavori, alla stima immobiliare, fino alle pratiche catastali e amministrative . Lo stipendio medio si aggira intorno ai 30.000 euro annui nel Centro Italia .

Francia: il Géomètre-Expert, una figura più "giuridica"

Oltralpe, la figura più vicina al nostro geometra è il Géomètre-Expert. Il numero di professionisti è molto più contenuto (circa 16.000 in tutta la Francia). La differenza fondamentale, però, è il loro ambito di attività: il géomètre-expert ha un ruolo molto più legato al diritto fondiario e catastale. È un pubblico ufficiale che interviene sulla definizione dei confini, la divisione delle proprietà e gli aspetti legali del territorio. Le mansioni che in Italia sono tipiche del tecnico Geometra in cantiere, in Francia sono spesso appannaggio di altre figure, come l'ingegnere, rendendo la professione più specialistica e meno diffusa numericamente .

Germania e Inghilterra: il predominio dell'Ingegnere

Nel Regno Unito e in Germania, la figura del geometra come intendiamo in Italia non esiste come professione unica e strutturata. Le sue mansioni sono suddivise principalmente tra il "Surveyor" (che si occupa di estimo, perizie e project management) e l'"Ingegnere civile" (che si occupa di progettazione e direzione lavori). Di conseguenza, non esistono dati paragonabili sul numero di "geometri", ma è evidente che la filiera è dominata da un numero molto più elevato di ingegneri specializzati e tecnici laureati, a differenza del sistema italiano dove il geometra, spesso diplomato, detiene un'ampia fetta di mercato .

"Avete mai pensato a come viene visto il nostro mestiere all'estero? In Italia siamo circa 100.000. In Francia il 'cugino' géomètre-expert è un pubblico ufficiale. In Inghilterra il nostro ruolo non esiste."

Qualche anno fa, ho conosciuto un collega francese. Abbiamo scambiato due chiacchiere. Lui faceva il "géomètre-expert". Parlava di confini, di catasto, di perizie giurate. Io gli ho detto: "Io faccio anche progettazione, direzione lavori, pratiche edilizie, contabilità di cantiere".

Lui mi ha guardato stupito: "Da voi il geometra fa tutto questo?".

💡 Ecco cosa ho capito: La professione del geometra è una "anomalia" tutta italiana. Un ibrido tra tecnico, amministrativo e legale che all'estero non esiste o è frammentato in più figure.

ITALIA: un esercito di 100.000 professionisti

Ambiti: progettazione, direzione lavori, sicurezza, catasto, estimo, pratiche edilizie, urbanistica, perizie giudiziarie;

Età media: alta (oltre 50 anni), con un problema di ricambio generazionale ;

Retribuzione media: circa 30.000 euro/anno nel Centro Italia ;

Punti di forza: poliedricità; il cliente trova dal geometra una risposta quasi totale sulla sua casa;

Criticità: troppe cose da sapere, rischio di essere "tuttologi" senza eccellere in nulla.

FRANCIA: i 16.000 "Géomètres-Experts", pubblici ufficiali

Ambiti: diritto immobiliare, confini, divisioni catastali, perizie legali;

Non fanno: progettazione strutturale, direzione lavori complessa (appannaggio degli ingegneri);

Retribuzione media: più alta che in Italia, ma mercato più ristretto.

GERMANIA e INGHILTERRA: il geometra non esiste

Le sue funzioni sono suddivise tra Surveyor (stime, gestione progetti) e Ingegnere civile (progettazione e cantiere);

Numeri: non ci sono "geometri" come categoria separata. La filiera è dominata da ingegneri e tecnici specializzati, spesso con laurea magistrale.

👉 La nostra forza? Il geometra italiano è unico in Europa. È il "medico di base" dell'edilizia: risolve la maggior parte dei problemi quotidiani del cittadino e della piccola impresa senza bisogno di specialisti.

👉 La nostra debolezza? La concorrenza interna è alta (100.000 professionisti), l'età media è troppo alta e la digitalizzazione avanza . Chi non si aggiorna rischia di essere spiazzato.

Se sei un giovane che sceglie la strada del geometra, sappi che è una professione difficile, ma con potenzialità enormi. Se sei un cliente, scegli il tuo geometra come sceglieresti un buon medico: con cura, e assicurandoti che sia aggiornato.

Qui a Terni e provincia, cerco di esserlo.

🔗 FONTI
Consiglio Nazionale Geometri – Dati sugli iscritti agli Albi
Excelsior – Previsioni occupazionali 2025-2029
Fondazione Geometri Italiani – Progetto Georientiamoci
Job Clic – Salario del géomètre a livello internazionale
Talent.com – Stipendio medio geometra in Italia

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Social media e geometri: perché una presenza online non è più un'opzione"Quante volte vi è capitato di cercare un profes...
12/06/2026

Social media e geometri: perché una presenza online non è più un'opzione

"Quante volte vi è capitato di cercare un professionista su Facebook o Instagram? Io lo faccio sempre più spesso. E i miei clienti anche."

Qualche anno fa, la pubblicità di un geometra si faceva con il passa-parola, le vetrine degli studi e qualche inserzione sulla guida telefonica.

Oggi, il 70% degli acquirenti di servizi professionali approccia il mercato attraverso i social media . E la maggior parte delle persone, prima di chiamare un tecnico, cerca online il suo nome, guarda la sua pagina Facebook, legge le recensioni .

💡 Ecco cosa ho capito: Per un geometra, oggi, avere una presenza online curata non è più un optional. È una necessità strategica .

I social media come Facebook e Instagram offrono opportunità che la comunicazione tradizionale non può dare:

Visibilità aumentata: Puoi raggiungere un pubblico molto più ampio, mirando per zona geografica (Terni e provincia, per esempio) e per interessi (ristrutturazione, compravendita, edilizia) .

Interazione diretta: Puoi rispondere alle domande dei potenziali clienti in tempo reale, creando fiducia e un legame personale .

Storytelling professionale: Puoi mostrare i tuoi progetti, i sopralluoghi, i successi (e anche i fallimenti, per imparare). Condividere il "dietro le quinte" del tuo lavoro umanizza la professione e costruisce un brand di fiducia .

Credibilità: Una pagina social ben tenuta, con contenuti utili e aggiornati, è un biglietto da visita che lavora per te 24 ore su 24.

Lo so, non è semplice. Richiede tempo, costanza, e la capacità di trasformare concetti tecnici in messaggi comprensibili. Ma è una competenza che, oggi, vale quanto saper fare un rilievo topografico.

Non si tratta di diventare influencer. Si tratta di essere presenti dove i tuoi clienti ti cercano.

👉 Se sei un professionista e non hai ancora una strategia social, forse è il momento di iniziare. Se sei un cliente e cerchi un geometra, guarda le pagine social. Un professionista che comunica bene, spesso, lavora anche meglio.

Qui a Terni, io ci provo. Ogni giorno. Anche con questo post.

🔗 FONTI
Ernesto Agency – "Social Media per Geometri: Perché è Fondamentale" (3 giugno 2025)
Ernesto Agency – "Social Media per Geometri: Ecco Perché" (12 maggio 2025)
Ernesto Agency – "Visibilità Geometri: Navigare nel Mondo della Pubblicità META Efficace" (10 marzo 2025)

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L'appello di ANCE e Collegio Geometri: "In Umbria servono geometri, i ragazzi non bastano"📰 LA NOTIZIAIn Umbria mancano ...
11/06/2026

L'appello di ANCE e Collegio Geometri: "In Umbria servono geometri, i ragazzi non bastano"
📰 LA NOTIZIA

In Umbria mancano geometri: il nuovo appello dei Collegi e di ANCE

In vista della chiusura delle iscrizioni alle scuole superiori per l'anno scolastico 2026/2027, fissata per sabato 14 febbraio, il presidente del Collegio dei geometri di Perugia, Enzo Tonzani, e il presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili dell'Umbria (ANCE), Albano Morelli, hanno lanciato un nuovo appello agli studenti e alle loro famiglie affinché valutino l'iscrizione all'indirizzo CAT (Costruzioni Ambiente Territorio, ex istituto tecnico per geometri) .

L'invito è stato condiviso anche dal Collegio dei geometri di Terni, che ha partecipato alla visita all'Itet "Capitini" di Perugia organizzata per fare il punto sulla situazione .

Le scuole umbre con l'indirizzo CAT :

Provincia di Perugia: Istituti di Assisi, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Norcia, Perugia, Todi

Provincia di Terni: Istituti di Narni, Orvieto, Terni

Il problema: nonostante il progressivo aumento di iscritti a questo indirizzo registrato negli ultimi tre anni, il crollo che si era registrato nei primi due decenni del Duemila ha causato dei vuoti nella professione che ancora si stenta a recuperare .

Come ha spiegato Tonzani: "C'è stata un'inversione di tendenza molto significativa, ma che non soddisfa ancora le richieste del mercato. Tutt'ora continuano ad arrivare telefonate al Collegio e alle scuole per richiedere giovani geometri che possano essere inseriti nel mondo lavorativo, ma questi non sono mai sufficienti" .

"Sapete qual è la figura tecnica più richiesta in Umbria? Il geometra. E i giovani che escono dal CAT non bastano più."

Qualche giorno fa, ho partecipato a un incontro tra il Collegio Geometri di Terni, il Collegio di Perugia e ANCE Umbria. Il tema? La carenza di geometri nel nostro territorio .

Non è un'allarme nuovo, ma i numeri sono impressionanti. Nonostante negli ultimi tre anni ci sia stato un aumento delle iscrizioni all'indirizzo CAT (Costruzioni Ambiente Territorio), i giovani che escono dalle scuole non sono sufficienti a coprire la domanda del mercato .

Le imprese edili umbre hanno bisogno di geometri. La pubblica amministrazione ne ha bisogno. Gli studi tecnici ne hanno bisogno. Eppure, le richieste che arrivano ai Collegi e alle scuole rimangono inevase .

Come ha spiegato il presidente del Collegio Geometri di Perugia, Enzo Tonzani: "Tutt'ora continuano ad arrivare telefonate al Collegio e alle scuole per richiedere giovani geometri che possano essere inseriti nel mondo lavorativo, ma questi non sono mai sufficienti" .

E Albano Morelli, presidente di ANCE Umbria, ha aggiunto: "L'unica figura tecnica veramente in grado di fare da tramite e collegare la progettazione e l'esecuzione materiale del lavoro" .

💡 Ecco cosa ho capito: Il geometra è il "ponte" tra chi progetta e chi costruisce. È la figura che parla la lingua dell'ingegnere e quella del muratore. Ed è una figura che in Umbria, terra di ricostruzione post-sisma e di PNRR, serve come il pane .

L'invito dei presidenti ai giovani e alle loro famiglie è chiaro: valutate l'iscrizione al CAT. Le opportunità di lavoro in questo ambito sono enormi e, anche alla luce delle leggi del mercato, una figura così essenziale e difficile da reperire può ottenere importanti incarichi e soddisfazioni economiche .

Inoltre, esiste la possibilità, una volta diplomati, di frequentare all'Università degli studi di Perugia il corso di laurea triennale professionalizzante in "Tecniche digitali per la gestione sostenibile delle costruzioni, dell'ambiente e del territorio" che, al suo completamento, abilita immediatamente alla professione di geometra laureato .

👉 Se sei un genitore con un figlio che deve scegliere la scuola, o un ragazzo che sta pensando al proprio futuro, il CAT è un'opzione concreta. Se sei già nel mondo del lavoro e hai bisogno di un geometra in Umbria, sappi che siamo pochi, ma ci siamo. E io sono qui a Terni.
🔗 FONTI

Corriere dell'Economia – "In Umbria servono geometri, il nuovo appello dei Collegi e di ANCE" (26 gennaio 2026)

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Abusi edilizi: quando sanare costa decine di migliaia di euro (e a volte non si può)⚖️ I DATI E LE STORIECondono edilizi...
09/06/2026

Abusi edilizi: quando sanare costa decine di migliaia di euro (e a volte non si può)

⚖️ I DATI E LE STORIE

Condono edilizio: costi medi tra 1.000 e oltre 50.000 euro a seconda dell'abuso

Il costo di una sanatoria edilizia varia enormemente in base a diversi fattori: tipologia di abuso, superficie interessata, normativa di riferimento (1985, 1994, 2003 o Salva Casa 2024), presenza di vincoli paesaggistici o antisismici, e lo stato della pratica .

A titolo indicativo, per il terzo condono (L. 326/2003) le tariffe variavano da 60 a 150 euro al metro quadrato . Per il "Salva Casa" (L. 105/2024), i costi vanno da 516 euro fino a oltre 10.000 euro a seconda della gravità dell'abuso e dell'epoca di realizzazione .

Ma ci sono casi in cui, nonostante i soldi spesi, la sanatoria non è stata concessa. E casi in cui l'unica strada è stata la demolizione.

"Avete mai pensato di comprare una casa con un piccolo abuso? Attenzione: sanare può costare decine di migliaia di euro. E a volte la demolizione è l'unica via."

Un cliente mi ha raccontato una storia che purtroppo non è rara. Ha acquistato un appartamento con una veranda chiusa. Il venditore gli aveva detto: "Tranquillo, è solo un piccolo abuso, si sistema con poco".

Dopo l'acquisto, il cliente ha presentato domanda di sanatoria. Il Comune ha detto no. L'abuso era su area vincolata. Serviva anche l'autorizzazione paesaggistica, che non è stata concessa.

Morale: la veranda è stata demolita a spese del cliente. Lui ha citato il venditore per i danni, ma la causa durerà anni.

💡 Ecco cosa ho capito: Le storie di proprietari che hanno pagato cifre enormi per sanare (o per demolire) sono innumerevoli. E la giurisprudenza è severissima.

Caso 1: la sanatoria negata in area vincolata

La Cassazione penale (sentenza n. 24980/2025) ha chiarito che il permesso di costruire in sanatoria, per opere in zona vincolata, deve rispettare sia la disciplina urbanistica che quella paesaggistica. Non basta la conformità urbanistica: serve anche l'autorizzazione paesaggistica. In mancanza, l'abuso resta tale e la demolizione è inevitabile .

Nel caso esaminato, si trattava di una cisterna interrata per la raccolta dell'acqua piovana. Il proprietore aveva speso migliaia di euro per la pratica di sanatoria, ma la Cassazione ha confermato l'ordine di demolizione perché mancava il deposito preventivo del progetto e l'autorizzazione paesaggistica .

Caso 2: l'abuso "segue" l'immobile, anche se comprato in buona fede

Il Consiglio di Stato (sentenza n. 5318 del 18 giugno 2025) è stato chiarissimo: chi acquista un immobile con abusi edilizi, anche se non li ha commessi, ne risponde pienamente. Il nuovo proprietario può ricevere un'ordinanza di demolizione, e la buona fede non è una scusa .

La Cassazione (ordinanza n. 17148/2024) ha aggiunto: "Chi compra ha il dovere di controllare la regolarità urbanistica prima di concludere l'atto. Se non lo fa, non può poi lamentarsi se riceve un'ordinanza di demolizione" .

Caso 3: la fiscalizzazione dell'abuso (solo se la demolizione è impossibile)

Il TAR Lazio (sentenza n. 19824 del 10 novembre 2025) ha ribadito che la sanzione pecuniaria in luogo della demolizione è eccezionale e derogatoria. Il Comune non è tenuto a scegliere preliminarmente se irrogare la sanzione pecuniaria o quella ripristinatoria. La demolizione è la regola. La fiscalizzazione è possibile solo se il privato dimostra, in modo rigoroso e in fase esecutiva, l'obiettiva impossibilità di demolire senza pregiudicare la parte conforme dell'edificio .

Caso 4: la Cassazione dice no alla proporzionalità per salvare l'abuso

Con la sentenza n. 23457 del 2025, la Cassazione ha chiarito che il principio di proporzionalità (spesso invocato per evitare la demolizione) non può portare alla caducazione definitiva dell'ordine di demolizione. La proporzionalità viene in rilievo solo per mitigare le modalità esecutive (come e quando demolire), non per annullare l'obbligo di demolire. Le uniche vie per evitare la demolizione sono: l'ottenimento di una sanatoria valida o l'acquisizione al patrimonio pubblico con destinazione a uso pubblico .

Caso 5: la demolizione non si prescrive

La Corte di Cassazione (sentenza n. 38453 del 2025) ha confermato che l'ordine di demolizione ha natura di sanzione amministrativa ripristinatoria, non ha finalità punitive, e non è soggetto a prescrizione. Passeranno anche 50 anni, ma il Comune o il giudice possono ancora ordinare la demolizione .

Quanto costa davvero una sanatoria?

I costi variano enormemente. Per il "Salva Casa" (L. 105/2024), le sanzioni vanno da:

516 a 5.163 euro per interventi conformi alla disciplina vigente al momento della realizzazione e al momento della domanda ;

1.032 a 10.328 euro per interventi eseguiti in assenza o difformità dalla SCIA ;

1.000 euro per difformità sanabili con CILA .

Per i condoni precedenti (L. 326/2003), le tariffe andavano da 60 a 150 euro al metro quadrato, con una prima rata non inferiore a 1.700 euro .

A queste cifre vanno aggiunti:

Gli oneri concessori (da versare al Comune) ;

Le spese tecniche del professionista (analisi della pratica, accesso agli atti, redazione documentazione) ;

Eventuali adeguamenti necessari (aggiornamento planimetrie catastali, completamento opere non conformi) .

👉 La lezione per chi compra casa

Prima di firmare il compromesso, fai una verifica tecnica approfondita. Controlla i titoli edilizi, la conformità catastale, l'agibilità. Se emergono difformità, valuta con un professionista se sono sanabili e quanto costa. E se il venditore ti dice "si sistema con poco", chiedi una perizia. Perché "poco" può diventare "tanto" molto in fretta.

Qui a Terni e provincia, posso aiutarti a fare le verifiche che servono prima di comprare. Non dopo.

🔗 FONTI
Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 24980 del 3 giugno 2025 (permesso in sanatoria e vincoli paesaggistici)
Consiglio di Stato, sentenza n. 5318 del 18 giugno 2025 (responsabilità acquirente per abusi preesistenti)
Cassazione civile, ordinanza n. 17148 del 17 giugno 2024 (dovere di controllo dell'acquirente)
Cassazione penale, sentenza n. 38453 del 2025 (imprescrittibilità ordine demolizione)
Cassazione penale, sentenza n. 23457 del 2025 (proporzionalità e demolizione)
TAR Lazio, Roma, sez. IV ter, sentenza n. 19824 del 10 novembre 2025 (fiscalizzazione dell'abuso)
Money.it – Condono edilizio: costi e sanzioni
Renz.it – Quanto costa un condono edilizio a Roma nel 2026

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