22/03/2026
Nel 1887 il martello più potente del pianeta non stava a Essen, non stava a Bethlehem, non stava a Le Creusot.
Stava a Terni.
Le Acciaierie di Terni — la Società degli Alti Forni, Fonderie e Acciaierie, fondata appena nel 1884 — avevano installato quello che tutti chiamavano il Grande Maglio: una mazza battente da 108 tonnellate, che cadeva da 5 metri su un'incudine da 1.000 tonnellate.
Solo la sottoincudine era composta da almeno 6 getti fusi, per 850 tonnellate di metallo nel sottosuolo. Il colpo che scaricava era letteralmente irripetibile altrove.
E qui arriva il bello.
Quello stesso anno, il 12 luglio 1887, il re Umberto I si spostò appositamente a Terni per assistere alla fusione di un lingotto da 80 tonnellate. Non era una cerimonia simbolica: era la dimostrazione pubblica che l'Italia sapeva fare acciaio ad alto tonnellaggio, senza comprarlo fuori confine.
Lo stabilimento era operativo dal giugno 1884 su un'area di 200.000 metri quadrati a nord-est della città, alimentato dall'energia idraulica del sistema Nera-Velino e dalla Cascata delle Marmore — un'infrastruttura idrica che risaliva al 271 a.C. e che i romani avevano costruito per bonificare la piana.
Spoiler.
L'obiettivo era preciso: produrre piastre di corazzatura per la Marina italiana e tagliare le importazioni estere di acciaio speciale. La prima rotaia laminata uscì il 14 maggio 1886, alla presenza del principe Tommaso di Savoia. I forni Martin-Siemens erano stati accesi quello stesso anno: i primi in Italia per acciai speciali.
I concorrenti che il Grande Maglio aveva superato erano gli impianti di Le Creusot in Francia, Perm in Russia, Bethlehem negli USA ed Essen in Germania. Le potenze industriali più avanzate del mondo, messe in fila da una città di provincia dell'Umbria.
Il Grande Maglio restò in funzione fino al 1910, quando fu smantellato e sostituito da una pressa idraulica da 4.500 tonnellate.
Non è scomparso per obsolescenza. È scomparso perché nel frattempo Terni aveva già cambiato tecnologia.
In breve:
Nel 1887 le Acciaierie di Terni ospitavano il maglio più grande del mondo: 108 tonnellate di mazza battente su 1.000 tonnellate di incudine.
Il 12 luglio 1887 re Umberto I assistette di persona alla fusione di un lingotto da 80 tonnellate.
Terni batteva Le Creusot, Perm, Bethlehem ed Essen: le capitali industriali mondiali dell'acciaio.