09/12/2017
PER GLI ESECUTATI CON IMMOBILI PIGNORATI E PROSSIMI O GIA’ IN ASTA.
Nella mia professione di consulente immobiliare, sempre più spesso mi trovo a dover affrontare la drammatica problematica delle esecuzioni immobiliari; ovvero immobili su cui, dopo che al proprietario sono stati notificati l’ingiunzione di pagamento e a seguire, nel caso del mancato pagamento, l’atto di precetto, è stato trascritto il provvedimento di pignoramento.
Spesso capita che i debiti non siano stati contratti dall’esecutato, ma da altra persona fisica o giuridica a cui l’esecutato ha prestato la propria garanzia (garante fideiussore).
Dopo il pignoramento seguirà la procedura della vendita coatta tramite asta giudiziaria.
In questo frangente, ovvero tra il pignoramento e l’assegnazione all’asta, l’immobile tecnicamente risulta ancora vendibile “volontariamente” dal proprietario che potrà limitare sensibilmente il danno.
Partendo dal presupposto che l’immobile venduto all’asta perderà inevitabilmente gran parte del suo valore commerciale, nella stragrande maggioranza dei casi, il ricavato non soddisferà il saldo del debito contratto con i creditori. Il tragico epilogo è che, l’esecutato, oltre ad aver perduto casa, resterà debitore perseguibile per il debito residuo!
Qui, oltre il danno, la beffa! L’esecutato si ritrova espropriato di un immobile, solitamente la prima abitazione, il cui valore, a causa del procedimento esecutivo, è stato ridotto di circa il 50/60 %, somma che, sotto forma di patrimonio era nelle sue disponibilità e letteralmente cancellata dal meccanismo perverso delle aste, e che dovrà comunque restituire al creditore restando, pertanto, perseguibile e forse a vita!
In pratica è come pagare due volte! Un altro aspetto ancor più tragico è che, l'esecutato, resta escluso dalla possibilità di accedere al credito in quanto segnalato come cattivo pagatore!
La logica di chi acquista all’asta, è fare “l’affare”! E’ non curante o ignaro del dramma che si consuma dietro la storia del malcapitato!
Nell’ambito della mia attività, per quanto possibile, cerco di portare valore a queste situazioni con una diversa gestione degli immobili in esecuzione.
Il consiglio è di non sottovalutare il problema a monte. Già dal momento in cui si è destinatari di una notifica di ingiunzione di pagamento, è opportuno chiedere una consulenza. Il male minore è vendere l’immobile prima che arrivi all’asta. Questo permetterà di sfruttare per intero il valore commerciale dell’immobile che, in linea di massima, permetterà di chiudere definitivamente le posizioni e non avere più strascichi con i creditori. Nel caso in cui l’importo non fosse comunque sufficiente a soddisfare l’intero debito, solitamente, riusciamo ad ottenere un saldo e stralcio del debito e liberare il debitore dalle tenaglie dei creditori. Un altro beneficio è che, nel giro dei tempi tecnici previsti, il nominativo del debitore sarà cancellato dall’elenco dei cattivi pagatori e potrà nuovamente accedere al credito!
Per chi fosse in questa situazione, o avesse conoscenti in cui ci si trovano, potrà richiedere una consulenza gratuita contattandomi presso la mia Agenzia sita in Torino – Via Filadelfia n. 135/D – tel 011.350888