The Number 6, la riconversione di Palazzo Valperga Galleani, gemma del barocco piemontese, è un grande esempio di recupero architettonico, rispetto del patrimonio storico, tecnologia domotica, eleganza ed estetica. Nel quartiere degli affari, collocato fra istituti bancari che hanno la loro sede nella city torinese, l'edificio è in via Alfieri 6, indicato spesso come palazzo Valperga. un promo pal
azzo si deve all'architetto Iuganese Maurizio Valperga, che operò in maniera concreta all'edificazione di un manufatto importante, come frutto di ampliamenti ed acquisizioni spaziali successive a partire dal 1663, quando strinse una convenzione con l'Ordine dei Padri Carmelitani Scalzi di Santa Teresa, per la costruzione di una nuova casa adiacente alla propria. Il palazzo diventa così dimora prestigiosa dell'Architetto che proprio in quegli anni giovava di un'improvvisa quanto propizia impennata professionale; infatti nel 1667 diventava primo Ingegnere di Carlo Emanuele II, mentre suo figlio Andrea acquisiva il titolo di Ingegnere ordinario presso lo stesso Ducato, e per tanto risulta comprensibile il forte investimento, di ordine finanziario, a cui si espone Valperga per la realizzazione di un'abitazione sobria nelle decorazioni ma imponente nella forma, tanto da dover risultare celebrativa della propria ascesa sociale, con tempi realizzativi celeri, corrispondenti alla propria scalata professionale. Nel 1709 il nipote del Valperga vendette la casa al conte Gian Gerolamo Galleani di Canelli, esponente di una nota famiglia di industriali tessili dell'epoca, che identificò nel palazzo, non tanto una sede di dimora principesca, quanto il polo eccellente di un variopinto intorno di avvicendamenti di grandi espansioni e persone in crescita, ideale localizzazione per il proprio centro d'affari; il palazzo, infatti, può essere indicato come uno degli esempi più rappresentativi dell'architettura nobiliare del Settecento torinese. Nel 1781 avranno avvio le opere di ristrutturazione ad opera dell'Arch. Luigi Barberis a cui si deve l'attuale aspetto dell'edificio, che assumerà via via i connotati sempre più affini all'edificio da "reddito", abbandonando le linee stilistiche d "xasa" storica privata. Nella prima metà dell'Ottocento il palazzo fu ceduto all'Avvocato Giuseppe Gattino, proprietario delle miniere di ferro di Traversell e che divenne uno dei principali finanzieri della Torino della Restaurazione. Nella metà del secolo il palazzo passò per eredità alla famiglia dei Conti Riccardi di Netro, e nel 1925 al Cottolengo, per poi essere venduto nel 1943 ad una società immobiliare. Nelle sue linee di sostanza l'edificio non ha subito grandi modifiche nel corso degli ultimi due secoli; l'atrio e lo scalone Neoclassico, infatti, hanno un preciso rimando stilistico temporale agli nterventi di Barberis. A partire dal 1925 il Banco Ambrosiano aveva sistemato, su disegli dell'Ing. Peretti, il palazzo adiacente a palazzo Valperga Galleani, destinandolo a nuova sede di Torino e dotandolo di una nuova entrata aperta su via XX Settembre. L'edificio fu completamente restaurato sia internamente che esternamente con la connotante creazione di un lucernario sull'atrio di ingresso presente sul cortile interno. L'acquisizione da parte dello stesso Banco Ambrosiano anche dell'adiacente Palazzo Valperga nel 1951, permise l'unione dei due stabili a mezzo di una soluzione di continuità stilistica di facciata adeguata, e importanti lavori di ristrutturazione intarpresi a partire dagli anni '70 e che ci consegnano il manufatto con la sua "facies" attuale.