09/07/2026
Un condòmino moroso denuncia il legale che recupera le quote, le accuse cadono e lui viene condannato: il confine tra denuncia legittima e calunnia
Un tribunale ha condannato per calunnia un condòmino che, ricevuto un decreto ingiuntivo per le quote non pagate, aveva denunciato per truffa ed estorsione l’avvocato incaricato dal condominio di recuperare il credito. Il pubblico ministero aveva archiviato quelle accuse, giudicandole infondate; a quel punto il legale, sentendosi ingiustamente incolpato, ha denunciato a sua volta il condòmino. La condanna, arrivata a distanza di anni dai fatti, riconosce la penale responsabilità dell’accusatore.
Il caso interessa da vicino chi amministra un condominio, perché nasce da un’attività ordinaria e dovuta: il recupero delle quote arretrate. Reagire a un’azione legittima con accuse penali infondate può ritorcersi contro chi le muove. Ma il confine tra una denuncia — anche sbagliata — e la calunnia è preciso, e vale la pena conoscerlo.
Un condòmino moroso denuncia il legale che recupera le quote, le accuse cadono e lui viene condannato: il confine tra denuncia legittima e calunnia Un tribunale ha condannato per calunnia un condòmino che, ricevuto un decreto ingiuntivo per le quote non pagate, aveva denunciato per truffa ed estor...