28/02/2022
L'APPC chiede CONTRATTI DI AFFITTO SPECIALI e SOVVENZIONATI per accogliere PROFUGHI UCRAINI
Appc è vicina alle famiglie ucraine in un momento in cui è in atto una guerra che sta causando e continuerà a causare dolore, morte e la distruzione delle loro case.
Una guerra questa, come tutte, dagli esiti imprevedibili e nel cuore della nostra Europa.
Migliaia, forse decine di migliaia, di ucraini saranno costretti a lasciare la loro terra per raggiungere i parenti in Italia, a costoro occorre assicurare una accoglienza dignitosa.
Appc nell'ambito delle sue competenze istituzionali attiverà tutte le sedi territoriali per sensibilizzare i piccoli proprietari di casa a fare la loro parte e per questo stiamo individuando strumenti contrattuali che amplino la disponibilità di immobili a canone calmierato.
Un primo strumento esiste ed è già normato. L' art. 1 comma 3 della legge n. 431/98 prevede la possibilità di stipulare contratti di locazione con gli “enti locali” in qualità di conduttori per soddisfare esigenze abitative di carattere transitorio in base alle sole previsioni codicistiche. Uno strumento, questo, colpevolmente usato poco dalla politica, ma che potrebbe consentire alle famiglie rifugiate di disporre di un immobile e ai proprietari di concederlo a fronte di un canone di modesta entità, ma con la garanzia dell'adempimento e della liberazione alla scadenza.
La necessità di offrire una abitazione decente e non un campo profughi alle famiglie ucraine deve essere la priorità della politica nazionale ed europea. Quindi si tratterebbe di applicare una tipologia contrattuale libera, ma con alcune garanzie per la proprietà (certezza nel pagamento del canone, liberazione alla scadenza e risarcimento di eventuali danni avendo come conduttore formale un ente pubblico) che rinuncerebbe al deposito cauzionale e accetterebbe un canone di “solidarietà” ben inferiore a quello di mercato. Siamo coscienti del grande sforzo che verrà richiesto alla proprietà immobiliare, ma siamo sicuri che non mancherà una risposta forte e consapevole
se i comuni, le regioni, lo stato sapranno essere una controparte seria ed affidabile e non un moloch ottuso e burocratico.
Appc è pronta a lavorare per questo progetto, a sensibilizzare i propri associati, ad elaborare gli schemi contrattuali ed infine ad offrire agli enti locali il necessario supporto giuridico. E' ora che all'etica dei principi subentri l'etica delle responsabilità.
Articolo di Vincenzo Vecchio (presidente Appc) e Mario Fiamigi (segretario generale Appc)
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