21/09/2026
LA PLANIMETRIA È UGUALE ALLA CASA: QUINDI È TUTTO REGOLARE? Non necessariamente.
È uno degli equivoci più comuni quando si parla di compravendita immobiliare.
Il fatto che la planimetria catastale rappresenti correttamente la disposizione attuale dell’immobile è sicuramente un elemento importante, ma non è sufficiente, da solo, a dimostrare la regolarità urbanistica della casa.
Catasto e Comune, infatti, hanno funzioni differenti.
Per verificare correttamente un immobile è necessario confrontare lo stato di fatto, cioè ciò che troviamo realmente all’interno della casa, con la planimetria catastale e soprattutto con i titoli edilizi e la documentazione depositata presso il Comune.
Nel corso degli anni un immobile può essere stato modificato: spostamento o demolizione di tramezzi, diversa distribuzione degli ambienti, aperture, ampliamenti, cambi di destinazione o altri interventi. Anche quando la planimetria catastale è stata successivamente aggiornata, bisogna verificare che quelle modifiche siano state eseguite sulla base delle pratiche edilizie necessarie.
Ed è proprio per questo che i controlli prima di iniziare o arrivare alle fasi avanzate di una compravendita sono fondamentali.
Una difformità scoperta tardi può comportare ulteriori verifiche, eventuali pratiche di regolarizzazione, costi non preventivati e rallentamenti della trattativa, fino a creare difficoltà anche in presenza di una richiesta di mutuo o in vista del rogito.
Vendere bene significa anche conoscere prima la situazione documentale dell’immobile.
E acquistare con consapevolezza significa non fermarsi a ciò che apparentemente “sembra a posto”.
Da iKasa accompagniamo venditori e acquirenti durante tutte le fasi della compravendita, prestando attenzione anche agli aspetti documentali che possono fare la differenza.
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