30/05/2026
Lettura_ N°02
Si chiama Villa Tre Tempi, e il nome non è un vezzo: è un'istruzione su come va guardata.
Il primo tempo è la pietra. Inizio Novecento, persiane verdi, le statue sull'attico che da un secolo guardano nella stessa direzione. Una torretta a bifore si alza oltre le chiome per cercare l'aria. Questo tempo non si muove: è già successo, ed è ancora qui.
Il secondo tempo è il parco. Trentamila metri quadri che fanno quello che vogliono — i cipressi, i terrazzamenti, un vaso di pietra dove non l'ha messo nessuno. Questo tempo cambia ad ogni stagione, e non chiede permesso.
Il terzo tempo non è nella villa. È sul colle, quando dalla torretta lo sguardo scende fino a Verona e la città, da quassù, sta zitta. Dura il tempo di un pomeriggio, e non torna uguale due volte.
Tre tempi che non vanno alla stessa velocità. Il bello è stare nel punto esatto in cui si toccano.
Villa Tre Tempi
Quinzano, prime colline di Verona
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