13/07/2026
Data Center in Lombardia: ecco la nuova legge regionale che cambia le regole del gioco
La Regione Lombardia ha fatto un passo decisivo verso il futuro digitale, approvando la legge regionale n. 11 del 3 giugno 2026. Si tratta della prima disciplina organica in Italia che regola la realizzazione, l'ampliamento e il monitoraggio dei Data Center sul territorio.
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La nuova norma si aggancia al recente "Decreto Bollette" nazionale, puntando a semplificare la burocrazia attraverso un procedimento autorizzatorio unico.
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Ma cosa cambia nel concreto per il territorio, le imprese e la pianificazione urbanistica? Ecco i punti chiave.
🟢 Sostenibilità e Aree Dismesse: dove conviene investire?
Il legislatore lombardo vuole evitare il consumo di suolo verde. Per questo motivo, la legge privilegia e premia l'insediamento di Data Center in aree di rigenerazione urbana e territoriale.
Siti dismessi (incluse cave e miniere non più attive), zone contaminate, degradate o sottoutilizzate.
I vincoli green: Gli impianti dovranno utilizzare fonti a impatto carbonico neutrale, riciclare il calore per il teleriscaldamento e bandire i prelievi di acqua potabile o irrigua per il raffreddamento, preferendo il riciclo delle acque grigie.
🏆 Incentivi e Misure Premiali
Chi sceglie di investire recuperando le aree dismesse indicate dalla legge potrà accedere a importanti vantaggi cumulabili:
Semplificazione e riduzione dei tempi burocratici.
Accesso prioritario a finanziamenti regionali.
Sconti economici: Riduzione del contributo sul costo di costruzione dal 10% al 30% (a discrezione dei Comuni) e un taglio fino al 75% della superficie da destinare a parcheggi pertinenziali.
🛑 Stop ai Data Center su suolo agricolo
Se da un lato si premia il recupero, dall'altro si punisce severamente chi consuma suolo agricolo (anche se di fatto utilizzato come tale ma con diversa vocazione urbanistica). In questo caso, il contributo di costruzione subisce una vera e propria stangata: viene raddoppiato (+100%), e addirittura triplicato (+200%) se l'area si trova all'interno di parchi o riserve regionali.
⚡ Potenza e impatto sul territorio
Le regole cambiano anche in base alla potenza di connessione della struttura:
Fino a 5 MW: Sono compatibili con le destinazioni urbanistiche terziaria e direzionale.
Superiore a 5 MW: Assumono destinazione urbanistica strettamente produttiva.
Oltre i 10 MW e i 50 MW: Scattano verifiche di rilevanza sovracomunale o regionale, con la necessità di stringere accordi territoriali e misure di compensazione ambientale.